Marchegiani e il calcio del VAR: «Così si perde il senso del gioco»
Il calcio è cambiato, forse troppo. È il pensiero espresso da Luca Marchegiani nel corso di Sky Calcio Club, dove l’ex portiere ha analizzato in modo critico l’evoluzione del gioco dopo l’introduzione del VAR e l’utilizzo sempre più invasivo delle immagini televisive. Un cambiamento profondo che, secondo Marchegiani, ha finito per incidere sul senso stesso del calcio.
«Se ci riferiamo a quanto detto da De Rossi e Gasperini, il calcio è cambiato tantissimo», ha spiegato Marchegiani a Sky Calcio Club, puntando il dito sull’era della tecnologia. «Dal momento in cui è entrato il VAR, l’uso delle immagini televisive per chiarire le situazioni di campo ha modificato radicalmente il modo di interpretare il gioco».
Il problema, però, non è la tecnologia in sé, ma il modo in cui viene utilizzata. Secondo quanto sottolineato dall’ex numero uno, come riportato da Sky Calcio Club, pensare di chiarire ogni episodio attraverso un’immagine presa da una singola prospettiva, senza più il beneficio del dubbio, non porta a nessuna soluzione. «Quando vai a toccare il senso del gioco, allora è diverso», ha aggiunto Marchegiani, condividendo in particolare le riflessioni di De Rossi.
Il punto più delicato riguarda le conseguenze sul campo. «Costringi ad allenare i calciatori a prevedere il rischio di un rigore “fasullo” o di un’espulsione. È questo che è grave», ha detto Marchegiani a Sky Calcio Club, evidenziando come l’attenzione si stia spostando dalla giocata alla paura della sanzione.
Sul tavolo, negli anni, sono state avanzate numerose proposte: dall’ingresso di ex calciatori o allenatori nei board arbitrali, fino a una revisione delle procedure. Ma per Marchegiani la strada giusta potrebbe essere un ritorno alle origini. «Un’altra soluzione potrebbe essere tornare alla filosofia iniziale dell’assistenza televisiva, cioè chiarire solo le situazioni evidenti», ha spiegato, sempre ai microfoni di Sky Calcio Club.
L’ex portiere ha poi citato esempi del passato per rafforzare la propria tesi: «Doveri, Guida e Orsato non avevano bisogno del caso codificato. Oggi invece si sta portando in alto una generazione di arbitri giovani che ha bisogno di sbagliare, ma con la pretesa che non impari dai propri errori». Un paradosso che, secondo Marchegiani, rischia di creare arbitri che non possono più permettersi l’errore.
Il tema, a suo avviso, non è tanto la frequenza degli interventi del VAR, quanto la volontà di codificare qualsiasi situazione di gioco con un’interpretazione valida per tutti. «Così, secondo me, non si può fare», ha concluso Marchegiani a Sky Calcio Club, lasciando aperto un dibattito che continua a dividere il mondo del calcio.
