Liberate 5 tartarughe marine nel Golfo di Napoli dopo cure: tornano finalmente a casa.

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Domani, martedì 16 giugno 2026, in occasione della Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine, il Golfo di Napoli accoglierà il ritorno in mare di ben cinque tartarughe recuperate e riabilitate. L’evento si svolgerà al largo di Ischia, in una cornice naturale straordinaria.

Un’iniziativa per la salvaguardia delle tartarughe marine

Questa significativa liberazione è il risultato di un’azione congiunta della Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN) e dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno, con il prezioso supporto della Guardia Costiera. Gli esemplari di tartaruga saranno liberati dopo aver ricevuto cure fondamentali presso il Turtle Point di Portici, il Centro Ricerche Tartarughe Marine della SZN.

Prima di tornare nel loro habitat, i partecipanti all’evento saranno invitati a un incontro informativo presso la Sala Marinai d’Italia a Forio d’Ischia. Durante questo incontro, verrà posta l’accento sull’importanza della conservazione degli ecosistemi marini e sull’adozione di pratiche responsabili e sostenibili da parte di pescatori e cittadini. Si tratta di un’opportunità fondamentale per sensibilizzare il pubblico sull’impatto delle attività umane sul mare.


Le sfide delle tartarughe marine

Le tartarughe marine si trovano ad affrontare numerose minacce lungo il loro ciclo vitale. Tra queste si evidenziano l’inquinamento luminoso, che ostacola la schiusa, e l’ingestione di plastica da parte degli esemplari giovani. Le preoccupazioni non finiscono qui: i rischi legati alla pesca accidentale e alle collisioni con imbarcazioni sono peggiori, con un numero elevato di tartarughe che rimangono intrappolate in reti e attrezzi da pesca abbandonati.

La crescente quantità di rifiuti e la problematica delle “reti fantasma” rappresentano una seria minaccia per la sopravvivenza di queste specie. In risposta a queste sfide, è nato il progetto europeo Life OASIS, che vede coinvolta la Stazione Zoologica Anton Dohrn. Questo progetto ha l’obiettivo di ridurre gli impatti negativi dei materiali da pesca abbandonati sull’ambiente marino.

Le cinque tartarughe che verranno liberate nel Golfo di Napoli hanno ciascuna una storia commovente, esemplificativa delle conseguenze delle responsabilità umane sugli oceani. Ogni esemplare ha un proprio nome e una storia unica, che illustra il mare di oggi e le sue difficoltà.


Le storie delle tartarughe liberate

Carlo, un giovane esemplare di circa 17 chilogrammi, è stato salvato dopo essere stato catturato accidentalmente durante una battuta di pesca a strascico. Il tempestivo intervento di un pescatore e degli operatori del Turtle Point ha permesso di diagnosticare una grave forma di malattia da decompressione, che senza cure specialistiche avrebbe potuto risultare fatale per lui.

Mbappè, una giovane femmina del peso di circa 40 chilogrammi, ha subito una cattura simile e presenta una grave lesione all’occhio sinistro. Nonostante la sua condizione, studi precedenti dimostrano che tartarughe con danni oculari unilaterali possono continuare a vivere e prosperare nel loro habitat naturale.

Paola è tra le storie più drammatiche: recuperata in condizioni critiche dalla provincia di Latina, presentava una frattura esposta dell’omero destro e un grave danno al carapace, probabilmente dovuti all’impatto con un’imbarcazione. Dopo un lungo periodo di riabilitazione, Paola ha finalmente recuperato la forza necessaria per affrontare il mare aperto.

Egidio, un giovane esemplare di circa sei chilogrammi, è stato trovato alla deriva nelle acque di Sapri, gravemente lesionato a causa di attrezzi di origine antropica. Grazie al progetto Life OASIS, ha ricevuto le cure necessarie e la funzionalità della pinna è stata quasi completamente ripristinata.

Infine, Missy è stata raccolta nei pressi di Capo Miseno durante l’inverno, in condizioni critiche di ipotermia. La prontezza e l’attenzione di un pescatore hanno permesso il suo soccorso, salvandola da un destino tragico.

La liberazione di queste cinque tartarughe marine rappresenta un importante simbolo di responsabilità collettiva per la tutela del mare. Ogni esemplare restituito al proprio habitat naturale è un risultato tangibile della rete di soccorso messa in piedi negli anni, ma ci ricorda anche quanto lavoro sia ancora necessario per garantire la sicurezza e la sopravvivenza di queste creature nel nostro ecosistema marino.

Per maggiori informazioni e aggiornamenti su iniziative di protezione ambientale, visitate il sito della Stazione Zoologica Anton Dohrn e dell’ Area Marina Protetta Regno di Nettuno.

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