Gazzetta dello Sport: “Napoli flop. Ride solo il Chelsea”

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Il Napoli saluta la Champions League nel modo più amaro: con una prestazione di grande orgoglio, un primo tempo dominante e la sensazione concreta di poter entrare nei playoff, prima di essere ribaltato dalla profondità e dalla qualità del Chelsea. È questo il quadro tracciato da Fabio Licari sulla Gazzetta dello Sport, inviato a Napoli, che racconta una serata fatta di bellezza e rimpianti.

Fa male uscire così, dopo il gol straordinario di Antonio Vergara, dopo oltre mezz’ora in cui il Napoli ha dato la sensazione di essere il Chelsea per intensità, controllo del gioco e occasioni create. Gli azzurri, però, devono arrendersi alla ricchezza della panchina inglese: Palmer, Gittens, Garnacho cambiano volto alla partita, mentre Conte è costretto a gestire una panchina ridotta all’osso. Come sottolinea Fabio Licari sulla Gazzetta dello Sport, è stato un saliscendi emozionante, senza sfigurare, ma insufficiente per restare in Europa.

La partita si apre con il rigore del Chelsea, frutto di una grave ingenuità di Juan Jesus, un fallo di mano che costa carissimo. Il Napoli però reagisce con personalità: prima il gol da cineteca di Vergara, poi il raddoppio di Hojlund, altrettanto spettacolare. Il Maradona sogna, ma il Chelsea non è campione del mondo per caso. João Pedro, due volte, firma la rimonta e chiude sul 3-2. Un risultato che, come evidenzia ancora la Gazzetta dello Sport, non sarebbe stato comunque ribaltato nemmeno con un pareggio: l’eliminazione nasce dagli errori precedenti, non solo da questa notte.

Ora si apre il tempo degli interrogativi, ma anche quello della ripartenza. Senza Champions e con la sola Coppa Italia come impegno extra, il Napoli può tornare a guardare al campionato con rinnovata ambizione. A patto, però, di dimenticare in fretta questo doppio ko, dopo quello con la Juventus. Apparentemente il Napoli sembra fuori da tutto, con l’Inter lontana dieci punti e ancora più distante nel morale. Conte dovrà lavorare soprattutto sulla testa, oltre che sull’emergenza infortuni. Una certezza, però, emerge chiara: Vergara è un titolare in più, come rimarca Fabio Licari sulla Gazzetta dello Sport.

Il giovane talento prende per mano la squadra dopo il rigore di Enzo Fernández e accende la rimonta insieme a Olivera e Hojlund. L’uruguaiano sfonda a sinistra, il danese lavora spalle alla porta e Vergara inventa: brucia Caicedo, si gira “alla Maradona” e infila un sinistro angolatissimo che manda in tilt Fofana e Sanchez. Poco dopo, ancora Olivera confeziona l’assist per il 2-1 di Hojlund. Un Napoli brillante, aggressivo, capace di mettere alle corde una difesa inglese sbilanciata, come analizzato da Licari sulla Gazzetta dello Sport.

Il ribaltone arriva nella ripresa. Rosenior sistema il Chelsea con l’ingresso di Palmer e il passaggio a un 4-2-3-1 più equilibrato. Poi affonda il colpo con Gittens e Chalobah, liberando João Pedro. Bastano pochi minuti: prima una bordata da fuori area per il 2-2, poi il gol del sorpasso a tu per tu con Meret. Conte prova la carta Lukaku, ma resta solo la rabbia per una grande occasione respinta da Sanchez. Il 3-3 poteva starci, ma non arriva.

I segnali, però, sono preoccupanti. Il Napoli non perdeva in casa dal dicembre 2024 e ora incassa tre gol anche dopo la sconfitta con la Juve. Gli infortuni – Politano, Neres, Anguissa, De Bruyne, Rrahmani – non sono un alibi comodo, ma un dato strutturale: oggi si vince in sedici, non più in undici. E il Chelsea lo ha dimostrato. La classifica finale è una beffa: Napoli trentesimo a pari punti col Copenaghen, avanti solo per differenza reti. Quei due punti persi in Danimarca pesano come un macigno, come conclude Fabio Licari sulla Gazzetta dello Sport. Da qui passa il futuro: reagire o rischiare di crollare.

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