Castellacci difende lo staff del Napoli: «Infortuni frutto di sovraccarichi e troppe partite»
NAPOLI – Una stagione segnata dagli infortuni, definita dallo stesso Antonio Conte «assurda». Ma dietro i continui stop fisici del Napoli non c’è un unico colpevole né, tantomeno, una gestione superficiale. A fare chiarezza è il professor Enrico Castellacci, presidente nazionale dell’Associazione Medici del Calcio Italiani ed ex medico della Nazionale, intervenuto ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com per analizzare la situazione azzurra.
Castellacci parte dalla difesa dello staff sanitario, spesso finito nel mirino. «Cerco sempre di difendere la professionalità medica, che è costantemente sotto attacco. Quando tutto va bene nessuno dà merito ai medici, quando qualcosa va male diventano il bersaglio», ha spiegato. E su Conte è netto: «Non credo che con la professionalità che ha si metta a discutere il lavoro dei medici. Mi auguro che non ci sia un attacco allo staff sanitario: la gestione di un calciatore, soprattutto in momenti di crisi, è estremamente difficile».
Il tema Anguissa, citato più volte dall’allenatore per il problema alla schiena, rientra proprio in questa complessità. Secondo Castellacci, i rischi fanno parte del mestiere: «A volte può andare bene, altre male. I rischi possono coinvolgere anche i medici».
Sulla situazione di Scott McTominay, per cui si è parlato di una riacutizzazione dell’infiammazione nella zona del tendine tra gluteo e ischiocrurali, Castellacci invita alla cautela: «Vado per suggestione, non conoscendo le risonanze. Ma se c’è una tendinopatia cronica, basta un po’ di stanchezza o sovraccarico perché l’infiammazione si ripresenti, costringendo il giocatore a fermarsi di nuovo». Il nodo, secondo il professore, è la profondità della rosa: «Se hai alternative puoi gestire meglio questi casi, altrimenti sei costretto a far giocare il calciatore in una situazione borderline».
Castellacci commenta anche il referto su Gudmundsson della Fiorentina, che ha escluso lesioni capsulo-legamentose alla caviglia: «È un buon segno. Il problema serio nelle distorsioni è quando c’è una lesione vera dei legamenti. Questo referto ci permette di escludere una lunga assenza dai campi».
Il quadro generale, però, resta legato ai carichi di lavoro. «Sul fatto che la stagione sia assurda non c’è dubbio – ha detto Castellacci a TuttoMercatoWeb.com –. Il Napoli ha una serie infinita di infortuni, ma le cause possono essere tante. Spesso si guarda subito alla preparazione, ed è giusto, ma nello staff di Conte ci sono preparatori di alto livello: se ci sono stati dubbi, sicuramente si saranno confrontati per correggere eventuali errori».
Il professore allarga poi il discorso al sistema calcio: «Conte non scopre oggi che si giocano troppe partite. Parliamo di 70 gare l’anno per alcune squadre. Come presidente dei medici del calcio l’ho denunciato più volte, anche a FIGC, UEFA e FIFA. Ma davanti agli interessi economici, permettetemi il termine, se ne sono fregati».
Secondo Castellacci, il sovraccarico genera un circolo vizioso: «Se hai tanti infortuni, la rosa si assottiglia, fai giocare sempre gli stessi e aumenti ulteriormente i carichi. Servirebbero almeno tre o quattro giorni di recupero, altrimenti è difficile uscirne».
Un’analisi lucida, quella del professor Castellacci a TuttoMercatoWeb.com, che ridimensiona le polemiche e sposta l’attenzione dal singolo errore a un problema strutturale del calcio moderno, in cui il Napoli – oggi – è solo uno dei casi più evidenti.
