Capello critica il fallimento dell’Italia: “Disgrazia, preoccupante che nessuno si dimetta”

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Fabio Capello e la Disfatta dell’Italia: Un’Analisi Accorata

MADRID, SPAGNA – 20 APRILE: Fabio Capello partecipa al Sporting Mixed Zone in vista dei Laurus World Sports Awards 2025, tenutosi nel Palacio De Cibeles di Madrid. (Foto di Angel Martinez/Getty Images for Laureus)

Fabio Capello ha espresso un giudizio severo riguardo all’eliminazione dell’Italia dalla Coppa del Mondo per la terza volta consecutiva, definendo la sconfitta subita contro la Bosnia come una vergogna nazionale. Il noto allenatore ha richiesto le dimissioni di tutti i vertici della FIGC, sottolineando la necessità di una responsabilizzazione a tutti i livelli.

Il tecnico, che ha guidato squadre di prestigio come l’Inghilterra, il Milan e il Real Madrid, ha rilasciato dichiarazioni forti alla stampa spagnola, in particolare al quotidiano Marca, subito dopo la deludente uscita dell’Italia dai Mondiali avvenuta in una drammatica serie di rigori a Zenica. Capello non ha cercato di addolcire le sue parole, evidenziando il peso della situazione.


Critiche alla Leadership della FIGC

“Non riuscivo a dormire tutta la notte, è incredibile ciò che è accaduto,” ha dichiarato Capello, con citazioni da LLSN. “Stiamo parlando di una squadra campione del mondo per quattro volte. Questa è una tragedia sportiva, una vergogna. È uno dei momenti più bui nella storia recente del calcio italiano.”

La critica più affilata di Capello non è stata rivolta tanto ai giocatori o al personale tecnico, quanto ai dirigenti dell’amministrazione calcistica. “Nessuno si dimette, ed è questa la cosa più preoccupante,” ha affermato. “Il primo a dover assumere responsabilità è il presidente della federazione, insieme a tutto il suo staff.”

Il 79enne ha chiarito che la questione si estende ben oltre un singolo risultato negativo. “Non si tratta solo di risultati; è una questione strutturale,” ha affermato. “L’Italia deve reinventarsi. È essenziale che si riuniscano gli esperti, si analizzi la situazione e si inizi una ricostruzione dalle fondamenta. Sarà molto difficile riprendersi, ma spero che questo possa essere l’inizio di un genuino rinnovamento.”


Con Gravina che non ha ancora comunicato alcuna intenzione di dimettersi, nonostante la pressione crescente da più direzioni, le parole di Capello si aggiungono a un coro sempre più forte di richieste di cambiamento. Questa situazione ha portato non solo a discussioni sul futuro del calcio italiano, ma anche a una riflessione necessaria sulle strutture e sulla gestione del settore.

Il dibattito su come riformare il calcio italiano è diventato cruciale, e la voce di Capello è una delle tante che esprime la necessità di una revisione profonda e strategica. La capacità di riprendersi da questa crisi dipenderà non solo dalle decisioni immediate da prendere, ma anche dalla volontà di creare un sistema sostenibile e performante per il futuro.

Inoltre, storicamente, l’Italia ha sempre avuto un forte peso nel panorama calcistico internazionale, e ogni sconfitta pesa come un macigno non solo sui tifosi, ma sull’intero movimento calcistico. La presenza di figure storiche come Capello, che esprimono opinioni forti, deve servire da monito per le autorità competenti.

Le reazioni alle parole di Capello non si sono fatte attendere, e molti ex calciatori e allenatori hanno espresso opinioni simili, richiedendo una profonda auto-analisi e un cambiamento radicale nel modo in cui il calcio è gestito nel Paese. “Abbiamo bisogno di persone qualificate,” ha aggiunto Capello. “Coloro che sono al comando devono essere in grado di prendere decisioni fondamentali per garantire un futuro migliore.”

La situazione attuale è un chiaro segno che la strada è in salita, e senza una formazione mirata e un chiaro piano d’azione, l’Italia potrebbe continuare a zigzagare nel buio. Il futuro del calcio italiano necessita di una svolta significativa, proprio come sottolineato nelle parole di Capello.

Fonti ufficiali come il sito della FIGC e articoli recenti di testate autorevoli hanno riportato queste dichiarazioni e la discussione in corso, evidenziando l’urgenza di cambiamenti efficaci e significativi per il calcio italiano.

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