Repubblica: “Nuovo Maradona, presentato il progetto. Ma il Napoli guarda ancora allo stadio di proprietà”

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Il Comune di Napoli ha presentato il progetto definitivo del nuovo stadio Diego Armando Maradona, destinato a sostenere la candidatura della città per ospitare gli Europei del 2032. Parallelamente, però, resta aperto il confronto con la SSC Napoli, che continua a puntare sulla realizzazione di un impianto di proprietà nell’area dell’ex raffineria Q8 di San Giovanni a Teduccio. È questo il quadro delineato da Repubblica Napoli.

Secondo Repubblica Napoli, il progetto da oltre 200 milioni di euro trasformerà profondamente l’impianto di Fuorigrotta senza snaturarne la storia. La nuova facciata richiamerà il celebre “catino” progettato dall’architetto Carlo Cocchia e sarà impreziosita da immagini dedicate ai grandi protagonisti della storia azzurra, con particolare spazio riservato a Diego Armando Maradona. Grazie a un sistema di illuminazione LED, nelle ore serali saranno proiettati alcuni dei gol più iconici del Pibe de Oro e di altri campioni del Napoli.

La riqualificazione prevede inoltre l’eliminazione della pista d’atletica, il riposizionamento del terreno di gioco più vicino agli spalti e una nuova copertura estesa di 15 metri. Attorno allo stadio sorgerà un grande parco urbano con aree verdi e spazi destinati agli eventi.

Come evidenzia Repubblica Napoli, la capienza passerà dagli attuali 54.732 posti a 63.300, con 50.270 posti conformi agli standard UEFA. Saranno realizzati 36 sky box da 16 posti ciascuno, 672 posti dedicati agli spettatori con disabilità, nuove aree hospitality, una mix zone sotto la Curva B e un corridoio panoramico affacciato sulle panchine.

Il progetto comprende anche un parcheggio interrato dedicato all’area VIP e spazi esterni capaci di ospitare fino a 1.500 automobili e 158 autobus.

Grande attenzione è stata riservata alla sostenibilità ambientale. Il nuovo Maradona sarà dotato di oltre 5.300 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, capaci di produrre circa 1,75 milioni di kWh all’anno, con una riduzione stimata di 377 tonnellate di CO₂. È inoltre previsto un sistema di recupero delle acque piovane che consentirà il riutilizzo di oltre 25 milioni di litri d’acqua ogni anno per usi non potabili.

Secondo Repubblica Napoli, il progetto rispetta tutti i principali requisiti richiesti dalla UEFA e punta a rendere lo stadio fruibile sette giorni su sette, grazie anche alla futura “Maradona Experience”, un’area museale e multimediale dedicata alla storia del club.

Dal punto di vista della mobilità, l’80% degli spettatori potrà raggiungere lo stadio con il trasporto pubblico grazie alla presenza di sette fermate ferroviarie e metropolitane entro un raggio di 1,5 chilometri e, in prospettiva, al collegamento diretto con l’aeroporto.

Il sindaco Gaetano Manfredi ha confermato che i lavori partiranno dopo l’assegnazione dell’appalto e dovrebbero concludersi entro il 2030, indipendentemente dall’assegnazione delle gare di Euro 2032.

«Abbiamo presentato il progetto alla FIGC e poi all’UEFA per la candidatura agli Europei del 2032. Sarà uno stadio molto bello, un progetto di grande qualità realizzato da professionisti di altissimo livello», ha dichiarato il primo cittadino.

Il Napoli assente alla presentazione

Come sottolinea Repubblica Napoli, alla presentazione ufficiale del progetto non era presente alcun rappresentante della SSC Napoli, nonostante l’invito del Comune. Un’assenza interpretata come l’ennesima conferma della posizione di Aurelio De Laurentiis, deciso a proseguire lungo la strada dello stadio di proprietà.

Pur recependo alcune richieste avanzate dal club, come la realizzazione della Maradona Experience e degli sky box, il progetto comunale non modifica infatti la strategia della società.

Manfredi ha comunque lasciato aperta la porta al dialogo:

«Mi auguro ci possa essere un dialogo anche con la società Calcio Napoli sull’uso del Maradona. Dobbiamo lavorare solamente nell’interesse della città e dei tifosi. Se poi De Laurentiis vorrà realizzare con i propri soldi anche un altro impianto, da parte nostra non c’è alcuna opposizione».

Il progetto dello stadio di proprietà

Parallelamente, Repubblica Napoli ricorda che De Laurentiis ha presentato alla FIGC anche il progetto preliminare del nuovo stadio nell’area ex Q8 di San Giovanni a Teduccio.

L’area individuata si estende su circa 40 ettari e richiederà innanzitutto il completamento della bonifica ambientale, prevista tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028. Successivamente il Napoli dovrebbe procedere all’acquisto dei terreni, il cui valore è stimato tra 50 e 60 milioni di euro.

L’impianto immaginato dal club prevede circa 70.000 posti, 120 sky box, aree commerciali, ristoranti, museo del Napoli, centro congressi, centro medico e numerosi parcheggi, con l’obiettivo di rendere lo stadio operativo durante tutta la settimana.

Si tratta di una filosofia diversa rispetto al progetto comunale, che punta invece a privilegiare il trasporto pubblico e la riqualificazione dell’area di Fuorigrotta.

Per Repubblica Napoli, una certezza resta comunque evidente: il tema dello stadio rappresenta uno dei passaggi più importanti per il futuro del Napoli, chiamato a dotarsi di un impianto moderno per consolidare definitivamente la propria dimensione internazionale.