Medici Oppido e Bergonzoni interdetti dopo la morte di Domenico Caliendo al Monaldi.
Accuse Gravi per i Medici del Trapianto di Cuore
Sono accusati di aver falsificato la cartella clinica del piccolo Domenico Caliendo, deceduto a sole settimane di distanza dal suo trapianto di cuore. Il caso, che ha attirato l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica, ha portato a una serie di provvedimenti legali contro il team medico coinvolto.
A Napoli, il gip Mariano Sorrentino ha disposto la sospensione dalla professione del cardiochirurgo Guido Oppido e della sua assistente, Emma Bergonzoni. Entrambi sono indagati non solo per falso in cartella clinica, ma anche per omicidio colposo assieme ad altri cinque professionisti della sanità. L’incidente probatorio, che ha visto l’esame dei due cuori — quello del donatore e quello di Domenico — si è concluso il 10 giugno, gettando nuova luce su un caso già molto complesso.
Il piccolo Domenico Caliendo è deceduto il 21 febbraio scorso presso l’ospedale Monaldi di Napoli, dove era stato sottoposto a un trapianto di cuore il 23 dicembre 2025. Il gip ha accolto le richieste della Procura di Napoli, depositate dal pubblico ministero Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Ricci, avviando così un’indagine approfondita. Guido Oppido è sospeso per un anno, mentre Emma Bergonzoni per sette mesi.
Le Accuse di Falsificazione
I due medici sono accusati di falso materiale e ideologico in concorso in relazione alla compilazione della cartella clinica del bambino. Sarebbe emerso, secondo le indagini, che nel referto operatorio relativo al trapianto sono state incluse informazioni false. In particolare, i medici avrebbero indicato di aver eseguito le operazioni di cannulazione e circolazione extracorporea solo dopo l’arrivo dell’équipe che si era occupata dell’espianto a Bolzano, mentre in realtà questi procedimenti erano già stati avviati prima che l’équipe arrivasse al Monaldi.
Guido Oppido era già stato sospeso in via preventiva dall’Azienda Ospedaliera dei Colli. Entrambi i medici hanno assistito a interrogatori preventivi nelle date del 31 marzo e del 21 maggio, contestando le accuse e difendendo le loro azioni. Resta da vedere come si sviluppa la questione legale nei prossimi mesi.
A oltre sei mesi dalla morte del piccolo Domenico, il dramma si arricchisce di ulteriori complessità legali e morali, sollevando interrogativi sulla responsabilità medica e sull’etica nella pratica clinica.
Incidente Probatorio e Risultati delle Analisi
L’incidente probatorio, chiuso il 10 giugno, riguardava l’esame dei due cuori, quello del donatore e quello malato di Domenico Caliendo. Le analisi sono state condotte presso il Policlinico di Bari e hanno coinvolto un team di esperti nominati sia dagli indagati sia dalla famiglia Caliendo-Mercolino. Durante queste analisi, è emerso che i segni di necrosi riscontrati nel cuore di Domenico potrebbero essere attribuibili sia alle basse temperature sia all’uso prolungato dell’Ecmo, un dispositivo per la circolazione extracorporea.
Le relazioni peritali, inizialmente fissate per settembre, potrebbero slittare a metà ottobre su richiesta dei periti. Questo ulteriore rinvio potrebbe complicare ulteriormente la già difficile situazione legale, aumentando la tensione tra le parti coinvolte.
Il caso ha suscitato grande preoccupazione tra genitori e pazienti che si avvicinano a procedure di trapianto. La comunità medica sta ora monitorando attentamente la situazione, in attesa di chiarimenti da parte delle autorità competenti. È essenziale garantire che i procedimenti medici siano svolti con il massimo della trasparenza e della responsabilità.
Per ulteriori aggiornamenti su questo caso complesso, si invita a consultare le fonti ufficiali, come il sito del Ministero della Salute e le comunicazioni della Procura di Napoli.
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