Hantavirus: giovane di Torre del Greco in isolamento attende nuovi risultati del test.
Il primo tampone del marittimo di 24 anni, residente a Torre del Greco, ha dato esito negativo, ma l’attenzione rimane alta a causa del rischio Hantavirus Andes in Campania.
Situazione sanitaria in allerta
In Campania si registra un’importante attenzione sanitaria per il rischio di Hantavirus Andes, un virus trasmesso da roditori. Il giovane marittimo, rientrato da un volo internazionale, è attualmente in quarantena obbligatoria dopo aver avuto contatti con una passeggera olandese, deceduta a causa di questa infezione. Sebbene il ragazzo risulti asintomatico e il primo tamponamento abbia dato un esito negativo, le autorità regionali hanno deciso di attuare misure di massima cautela.
Il contatto sul volo KL592 avvenuto il 25 aprile scorso rappresenta il potenziale rischio di contagio. Sul volo KL592 Johannesburg-Amsterdam, il giovane viaggiava insieme ad altri tre italiani provenienti da Calabria, Veneto e Toscana. Sulla stessa tratta era presente una donna di 69 anni, che mostrava già segni di malattia e che venne fatta scendere prima del decollo. È deceduta il giorno successivo all’atterraggio. Questa donna, sposa di un “paziente zero” di un focolaio scoppiato su una nave da crociera in Sud America, è sospettata di aver contratto l’infezione durante un’escursione in un’area contaminata da roditori. Sebbene il marittimo campano fosse seduto a circa dieci file di distanza dalla donna, il protocollo di monitoraggio ha comunque previsto un attento controllo della sua salute.
Quarantena obbligatoria e misure preventive
Il sindaco di Torre del Greco, Luigi Mennella, ha firmato un’ordinanza per rendere obbligatorio l’isolamento del giovane marittimo, trasformando quello che inizialmente era un isolamento fiduciario. Il primo cittadino ha dichiarato: “Siamo in contatto costante con l’ASL Napoli 3 Sud. La persona non presenta sintomi e procediamo con serenità. È una misura di prevenzione necessaria. Dobbiamo ricordare l’esperienza recente che abbiamo vissuto.”
Il protocollo prevede per il marittimo un isolamento domiciliare di 45 giorni, in quanto il periodo di incubazione del virus può arrivare fino a 42 giorni. Saranno effettuati tamponi nasofaringei ripetuti ogni 48 ore, accompagnati da un monitoraggio quotidiano della temperatura e dei sintomi da parte del Dipartimento di Prevenzione.
Parallelamente, la Regione Campania ha emesso una circolare operativa indirizzata a tutti i direttori generali di ASL e ospedali. Questo documento ordina la sorveglianza epidemiologica per chiunque abbia avuto contatti con i passeggeri del volo KL592 nelle ultime otto settimane o abbia soggiornato in aree a rischio. L’Ospedale Cotugno di Napoli resta il centro di riferimento clinico per eventuali casi sospetti.
Opinione degli esperti sulla diffusione del virus
Nonostante le misure rigorose adottate, gli esperti del settore invitano alla calma. Alessandro Perrella, infettivologo del Cotugno e membro della task force regionale, sottolinea che l’Hantavirus non si diffonde con la stessa facilità di altri virus. “La trasmissione interumana è documentata solo per il ceppo Andes ed è un fenomeno raro, che avviene solo in caso di contatti stretti e prolungati. La modalità principale di trasmissione è tramite escrezioni di roditori infetti”, afferma l’esperto, spiegando che il rischio di una diffusione tra la popolazione è estremamente ridotto.
Il giovane marittimo viene attualmente gestito come “contatto di caso” e non come paziente, e se il quadro clinico rimarrà stabile, la sorveglianza dovrebbe concludersi entro la fine di maggio, ponendo fine al periodo critico. La Regione Campania continua a restare in allerta, monitorando la situazione per garantire la salute pubblica.
I cittadini sono invitati a seguire le indicazioni fornite dalle autorità sanitarie e a mantenere alta la vigilanza nei riguardi di eventuali contatti con animali o aree a rischio. Con l’adozione delle giuste precauzioni e il supporto delle istituzioni, si lavora per contenere potenziali minacce alla salute pubblica.
Fonti ufficiali: Regione Campania, Ospedale Cotugno di Napoli.
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