Alisson Santos: “Segnare al Maradona è stato il momento in cui ho capito di avercela fatta”
Alisson Santos si racconta e lo fa senza filtri, tra campo e vita privata, nel secondo episodio di “Small Talk” pubblicato sui canali ufficiali della SSC Napoli. L’attaccante brasiliano ripercorre il suo percorso, l’impatto con il calcio italiano e soprattutto le emozioni vissute con la maglia azzurra, a partire da quel primo gol che ha segnato un punto di svolta personale oltre che sportivo. «In quell’azione ho stretto verso il centro così che i difensori mi concedessero un po’ più di spazio. Lì Giovane mi ha trovato in buona posizione, ho controllato con il sinistro per aggiustarmi palla ed ho calciato in porta. Sono stato felicissimo di aver fatto gol perché allo stadio c’erano mia mamma e mio fratello, oltre al mio agente. Erano lì con me, per supportarmi in questa mia prima partita allo stadio Maradona. Per me è stata una sensazione incredibile», racconta Alisson, sottolineando quanto quel momento abbia rappresentato la realizzazione di un sogno. «Quando lo speaker ha gridato il mio nome e i tifosi hanno fatto lo stesso, ho capito davvero di avercela fatta. Segnare al “Diego Armando Maradona” è stato qualcosa di molto gratificante».
Un racconto che si intreccia con le sue radici calcistiche. Alisson non ha mai nascosto i suoi riferimenti: «Mi sono sempre ispirato al calcio di Neymar e di Ronaldinho. Fin da piccolo guardavo le loro partite per trarre ispirazione, cercando di giocare come loro e di essere felice in campo proprio come loro». Un’identità chiara, fatta di tecnica, fantasia e leggerezza, elementi che il brasiliano prova a portare anche nel suo percorso in azzurro.
Il sogno, però, non si ferma al Napoli. «Il mio sogno da bambino era diventare calciatore e l’ho realizzato. Ora voglio conquistare grandi successi e continuare a crescere. Ho anche un altro obiettivo: la Nazionale brasiliana. Dovrò lavorare tanto, ma so che nulla è impossibile», spiega, lasciando intravedere ambizioni importanti per il futuro.
Spazio anche al racconto del suo arrivo a Napoli, tutt’altro che semplice. «È stato un po’ stancante: avevo giocato il giorno prima e non avevo un volo diretto da Lisbona. Ho dovuto fare diversi scali prima di arrivare e poi le visite mediche. È stata una giornata intensa, ma arrivare al Napoli è un sogno per chiunque», racconta, evidenziando la determinazione che lo ha accompagnato fin dal primo giorno.
Infine, il rapporto con la città e i tifosi: «Mi hanno accolto molto bene, la città è bellissima e accogliente. I napoletani sono come noi brasiliani, molto calorosi. Mi sono sentito a casa fin da subito». Un legame forte, costruito in poco tempo, che alimenta la voglia di continuare a crescere e lasciare il segno.
