Il Mattino: «Napoli, silenzio e rabbia. Taormina: errore chiaro, Var inspiegabile»

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Il silenzio di Conte pesa più di mille parole. Pino Taormina, sulle colonne de Il Mattino, analizza la notte di Bergamo e punta l’attenzione sull’episodio che ha cambiato la partita: il gol annullato a Gutierrez.

Pino Taormina su Il Mattino scrive che il Napoli non ha mai voluto recitare la parte della vittima in questa stagione tormentata. Ma a Bergamo, secondo il quotidiano napoletano, «si è andati oltre». Il nodo centrale non è soltanto la decisione di Chiffi, ma il mancato ricorso al Var per un episodio definito «un chiaro ed evidente errore».

Protocollo o confusione?

Come sottolinea Pino Taormina su Il Mattino, l’incoerenza sta proprio nella doppia interpretazione: nel primo tempo Chiffi va al Var per valutare l’intervento di Hien su Hojlund; nella ripresa, invece, non ritiene di dover rivedere l’azione del 2-0 annullato a Gutierrez per un presunto fallo dello stesso Hojlund.

Per Taormina su Il Mattino, il problema è di protocollo: se si utilizza il Var in un caso, perché non farlo nell’altro? Da qui l’imbarazzo che, secondo il quotidiano, investe anche i vertici arbitrali e federali.

L’anno nero

Pino Taormina ricostruisce su Il Mattino una lunga sequenza di episodi controversi che hanno coinvolto il Napoli: dal rigore non concesso a Milano contro il Milan per il fallo di Tomori su McTominay, al penalty assegnato al Como al Maradona, fino al caso Buongiorno contro il Verona e al rigore concesso all’Inter per il contatto Rrahmani-Mkhitaryan.

E ancora, il fallo di Bremer su Hojlund allo Stadium, il contatto in Coppa Italia con Ramon, l’episodio con N’Dicka contro la Roma. Una lista che, secondo Taormina su Il Mattino, rischia di pesare sulla corsa Champions, con cinque squadre racchiuse in sei punti.

Il silenzio più rumoroso

Conte in passato aveva reagito con veemenza – «Vergognatevi» gli costò espulsione, due giornate di squalifica e ammenda – ma stavolta ha scelto il silenzio. E per Pino Taormina su Il Mattino è proprio questa la presa di posizione più forte.

Non una conferenza infuocata, non un attacco diretto, ma l’assenza di parole. In una stagione segnata da infortuni e tensioni arbitrali, il silenzio dell’allenatore diventa il messaggio più pesante.

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