Stadio Maradona verso Euro 2032: il Comune accelera «Napoli è pronta. La FIGC e la UEFA sono soddisfatte, andiamo avanti anche senza il club»

Dall'Argentina al Maradona per vedere il Napoli di Conte

Il percorso di Napoli verso Euro 2032 entra in una fase decisiva. Lo ha chiarito Pasquale Granata, direttore generale del Comune di Napoli, intervenuto ai microfoni di CRC, radio partner della SSC Napoli, durante la trasmissione A Pranzo con Chiariello. Un intervento che ha fatto il punto sullo stato dell’iter per la riqualificazione dello Stadio Diego Armando Maradona e sul dialogo – non sempre semplice – con il club azzurro.

Progetto avanzato e riscontri positivi

L’incontro tenutosi ieri con FIGC e UEFA rappresenta, come spiegato da Granata, «una tappa intermedia di un percorso che porterà l’Italia a presentare entro il 30 luglio 2026 il dossier ufficiale delle città candidate a ospitare Euro 2032». Napoli, ha ribadito il dirigente comunale, sarà una di queste.

«Abbiamo presentato un progetto in stato di avanzamento molto elevato – ha spiegato Granata su CRC – per la ricostruzione e l’adeguamento dello Stadio Maradona ai tempi moderni. La reazione di FIGC e UEFA è stata molto positiva».

Il lavoro, ha sottolineato, è stato portato avanti seguendo in maniera rigorosa le indicazioni ricevute dalle istituzioni calcistiche. L’obiettivo è chiaro: chiudere il progetto esecutivo entro luglio 2026 con tutti i pareri favorevoli necessari.

Il ruolo delle istituzioni e il nodo Napoli

Granata ha voluto rimarcare la sinergia istituzionale, ringraziando anche il neo presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha garantito la copertura delle spese di progettazione e manifestato l’intenzione di finanziare i lavori con fondi regionali ed europei.

Sul rapporto con il SSC Napoli, il direttore generale è stato netto ma conciliatorio: «Non ci sarà alcuna guerra con Aurelio De Laurentiis, anzi, ci sarà la pace. Abbiamo più volte chiesto un confronto. Il Napoli ha legittimamente scelto di non partecipare finora, ma il Comune deve andare avanti».

Il progetto attuale, infatti, riprende anche soluzioni presentate negli anni passati dallo stesso club, in particolare per quanto riguarda la tribuna, rimasta fedele al disegno firmato Zavanella. «Il nostro gesto di buona volontà – ha aggiunto – è stato fare nostro quel progetto».

Lavori senza perdere posti e con il Napoli in campo

Uno dei punti cardine illustrati da Granata riguarda la gestione dei lavori:
nessuna riduzione della capienza e cantieri compatibili con le partite.

«Durante la ristrutturazione non verrà perso neanche un posto rispetto alla capienza attuale e il Napoli potrà continuare a giocare al Maradona senza doversi spostare in un altro stadio», ha assicurato.

Il cronoprogramma prevede l’avvio dei lavori tra il 2027 e il 2030, con conclusione entro due anni dall’Europeo del 2032. Tra gli interventi principali figura il ricentramento del campo, necessario per rispettare i parametri UEFA legati alle distanze dalle tribune.

Stadio di proprietà? Porta aperta

Infine, apertura totale all’ipotesi di un nuovo stadio di proprietà per De Laurentiis:
«Se il Napoli vorrà costruire un suo impianto, il Comune darà tutto il supporto possibile, a patto che il progetto sia sostenibile e realizzato in aree adeguate. Lo Stadio Maradona, in ogni caso, resterà un bene di valore per la città e potrà vivere anche indipendentemente dal Napoli, ospitando altri grandi eventi».

La linea è tracciata: tempi stretti, progetto avanzato e volontà di non rallentare. Napoli vuole esserci a Euro 2032, e il Maradona è destinato a restare al centro del futuro sportivo della città.

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