Fedele duro sul Napoli: «Mercato senza soluzioni, obiettivo Champions. Conte grande allenatore ma pessimo comunicatore»

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NAPOLI – Il Napoli deve ridimensionare le proprie ambizioni e ripartire da una programmazione più lucida. È questo il messaggio chiaro lanciato da Enrico Fedele, ex dirigente sportivo, intervenuto ai microfoni di Radio Tutto Napoli, prima radio tematica dedicata al club azzurro. Un’analisi senza sconti, che tocca mercato, gestione della rosa, comunicazione di Antonio Conte e obiettivi stagionali.

Secondo Fedele, il Napoli ha speso molto senza risolvere i problemi strutturali emersi già nella scorsa stagione. «Il Napoli – ha spiegato Fedele a Radio Tutto Napoli – ha investito tanto, ma non ha preso un esterno realmente decisivo. Lang è bravissimo nel dribbling, ma non ha il gol nel sangue: quei 10-12 gol che servono non li ha mai fatti». Un limite che, a suo avviso, pesa enormemente nel bilancio offensivo.

L’ex dirigente evidenzia anche altre mancanze: «Non c’è stato un vero sostituto di Anguissa, né di Di Lorenzo. Poi è arrivato Lucca, forse anche superpagato insieme a Beukema, ma i problemi sono rimasti». Per Fedele, le scelte di gennaio sono arrivate troppo tardi in un mese cruciale: «Il Napoli doveva rinforzarsi prima per non perdere contatto con la vetta e superare il turno di Coppa. I rinforzi a fine gennaio non hanno senso».

Capitolo Conte. Fedele riconosce il valore dell’allenatore, ma ne sottolinea i limiti comunicativi: «Quando sai di essere allenato da Conte, sai cosa ti aspetta. È un grande animale da campo, preparatissimo, ma un pessimo comunicatore. Trasmette sacrificio, sangue e anima, come faceva da giocatore. Molti lo adorano, altri fanno fatica».

Netta anche la posizione sugli obiettivi: «Lo scudetto? No, assolutamente. L’obiettivo deve essere entrare nei primi quattro. La Champions è fondamentale: vale 30 milioni. Il Napoli ha fallito un obiettivo europeo e quest’anno non ha lottato fino in fondo». Secondo Fedele, la stagione passata è stata anche figlia di episodi favorevoli e di un crollo dell’Inter.

Infine, uno sguardo al futuro e alle anomalie della rosa: «Ho segnalato una cosa assurda: il Napoli ha undici mancini. Una rarità. Serve programmare meglio, investire sui giovani con entusiasmo vero e non su nomi senza convinzione».

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