Vergara, la favola azzurra: il primo gol al Napoli illumina una notte amara
Il primo gol non si dimentica mai. E quello di Antonio Vergara resterà inciso nella memoria azzurra, anche se arrivato in una serata dal sapore amarissimo per il Napoli, eliminato dalla Champions League e sconfitto al Maradona dopo oltre un anno. In mezzo alla delusione collettiva, però, c’è stato spazio per un frammento di romanticismo puro, come racconta Davide Palliggiano sulle pagine del Corriere dello Sport.
Minuto 33 del primo tempo: Olivera ruba palla a Caicedo, Vergara la doma con uno stop orientato, ruota il corpo, salta Fofana con una veronica e una suola elegante, poi incrocia col sinistro battendo Robert Sánchez. Un gol di tecnica, istinto e coraggio. La corsa sotto la Tribuna Nisida, i compagni che lo travolgono, l’abbraccio collettivo. È il primo sigillo in maglia Napoli, ed è un gol che pesa, come sottolinea il Corriere dello Sport nell’analisi firmata da Davide Palliggiano.
Nel post partita, Vergara racconta emozioni contrastanti con grande lucidità: «Il gol era il sogno di una vita, ma non posso non pensare al fatto che non siamo passati». Una rete figlia anche del lavoro quotidiano: «Mi dicono che mi piego per proteggere la palla. Ci ho provato e ha funzionato». Parole che restituiscono la maturità di un ragazzo cresciuto nel vivaio azzurro, come evidenzia ancora il Corriere dello Sport.
Al di là del risultato, il momento resta storico. Vergara è arrivato al Napoli a 8 anni, nato a Frattaminore e cresciuto calcisticamente a Frattamaggiore, la terra degli Insigne. Con il gol al Chelsea entra sul podio dei più giovani marcatori italiani del Napoli in Champions League: 23 anni e 12 giorni. Davanti a lui solo Insigne e Raspadori, mentre il primato assoluto resta di Diawara. Un dato che certifica la portata dell’evento, come ricostruito da Davide Palliggiano sul Corriere dello Sport.
Il percorso di Vergara, però, non è stato semplice. C’è stata la gavetta vera: il prestito alla Pro Vercelli in Serie C, poi il passaggio alla Reggiana in Serie B, interrotto bruscamente dalla rottura del crociato. Un colpo durissimo, ma in Emilia il club ha continuato a credere in lui. La risposta è arrivata sul campo: 32 presenze, 5 gol e 6 assist. Numeri che hanno accompagnato la crescita e lo hanno portato fino al ritiro estivo con Conte e alla concreta possibilità di giocarsi le sue chance in prima squadra, come sottolinea il Corriere dello Sport di Palliggiano.
Il debutto in campionato contro il Sassuolo, pochi minuti, poi l’emergenza tra centrocampo e attacco gli ha spalancato le porte. L’assist per Lucca in Coppa Italia contro il Cagliari, il mancino delicato che è il suo marchio, quindi il gol al Chelsea. In mezzo, prestazioni di sostanza, corsa, personalità e qualità. Vergara si ispira a Zielinski, porta i calzettoni abbassati con gusto vintage e conserva il sorriso di chi sta vivendo un sogno. Sulla tibia sinistra una poesia di Eduardo De Filippo: «Si t’ ’o sapesse dicere». Un dettaglio che racconta molto, proprio come il suo primo, indimenticabile gol con il Napoli, conclude il Corriere dello Sport.
