Repubblica: “Napoli, Allegri prepara la rivoluzione: spunta il 3-4-2-1 per uscire dalla crisi”

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La sfuriata negli spogliatoi del Franchi è stata la reazione immediata alla grande delusione per il pareggio contro la Fiorentina. Massimiliano Allegri non ha nascosto la propria rabbia davanti ai giocatori dopo un risultato che ha fatto scivolare il Napoli a sei punti dalla zona scudetto e a cinque da quella Champions dopo appena cinque giornate.

Come sottolinea Repubblica, il tecnico si aspettava una partenza decisamente differente e lo ha fatto capire al gruppo nella maniera più dura. Qualche critica era già arrivata dopo la sofferta vittoria contro il Bologna, ma la scossa auspicata continua a non materializzarsi.

Allegri ha alzato la voce, ma potrebbe non bastare

Il Napoli continua infatti a mostrare segnali di logorio, stanchezza psicofisica e appagamento. Aspetti che vengono collegati anche all’età media elevata della rosa e che, proprio per questo, potrebbero avere una natura strutturale.

Non sarebbe quindi soltanto un problema di volontà.

Passare dalla carota al bastone potrebbe non essere sufficiente e rischierebbe persino di produrre l’effetto contrario. La lunga sosta della Serie A arriva così in un momento particolarmente utile per Allegri.

Il tecnico avrà tre settimane per recuperare lucidità, riordinare le idee e individuare una strada differente. Nonostante una partenza complicata e le tensioni emerse, il tempo per riprogrammare la stagione non manca.

Allegri resta intoccabile

La posizione dell’allenatore, almeno in questo momento, rimane molto solida. Repubblica evidenzia come Allegri abbia accettato senza protestare la scelta estiva del Napoli di non intervenire ulteriormente sul mercato.

Non solo. Su richiesta di Aurelio De Laurentiis, Max si è assunto anche il compito di provare a recuperare alcuni giocatori che erano stati bocciati da Antonio Conte: Lucca, Lang e Rafa Marin.

Due importanti aperture di credito nei confronti dell’allenatore che, al momento, blindano la sua posizione.

Allegri sa però bene che nel calcio la riconoscenza non può durare all’infinito. La sintonia con la società deve quindi essere sfruttata per trovare rapidamente una soluzione ed evitare che la crisi di risultati e di gioco possa diventare più difficile da gestire.

Anguissa fuori, torna McTominay

Il lavoro riparte oggi a Castel Volturno, anche se Allegri dovrà fare a meno dei dieci calciatori convocati dalle rispettive Nazionali e dei numerosi infortunati.

Gli esami effettuati al Pineta Grande Hospital hanno confermato per Anguissa una lesione miofasciale di basso grado dell’adduttore della coscia destra. Il centrocampista camerunese, vicino ai 31 anni, dovrà restare fermo almeno due o tre settimane.

La sosta limita comunque le conseguenze della sua assenza.

La notizia più attesa riguarda invece Scott McTominay. Dopo le visite di controllo, il centrocampista scozzese dovrebbe tornare ad allenarsi già da domani.

Come riferisce Repubblica, il completo recupero di McTominay rappresenta uno dei punti fondamentali del piano di rilancio di Allegri. Insieme allo scozzese il tecnico aspetta anche Meret, Beukema, Badiashile, Giovane e Neres.

Saranno invece necessari tempi più lunghi per Alisson, Marianucci e Buongiorno.

La svolta tattica: Allegri pensa al 3-4-2-1

Ma la novità più importante potrebbe arrivare sul piano tattico.

Durante la sosta Allegri potrebbe infatti decidere di cambiare modulo e passare al 3-4-2-1.

Finora il tecnico ha assecondato la volontà di De Laurentiis e dei giocatori di insistere sul 4-3-3. Un sistema che, però, non sarebbe quello più congeniale alle caratteristiche e alle idee dell’allenatore.

Secondo Repubblica, proprio la pausa potrebbe rappresentare il momento giusto per una svolta. Allegri ha adesso la possibilità di imprimere la propria identità alla squadra e provare a costruire un Napoli maggiormente aderente alla sua filosofia.

La sfuriata di Firenze ha chiuso la prima fase della stagione. Ora Max può cambiare strada: recuperare gli infortunati, ritrovare McTominay e soprattutto intervenire sull’assetto tattico. Il 3-4-2-1 può diventare la prima vera rivoluzione del nuovo corso.