De Laurentiis: “Il calcio va cambiato. Conte? Un motivatore unico”
Aurelio De Laurentiis si racconta senza filtri in una lunga intervista rilasciata a CBS Sports Golazo e raccolta da Marco Messina, toccando passato, presente e futuro del Napoli, ma anche i grandi temi del calcio mondiale, tra sistema, Nazionale e ruolo degli allenatori.
Il presidente azzurro parte dai ricordi più lontani, legati a Diego Armando Maradona: «Quando ero lontano dal calcio pensai anche a un film con lui. Passammo tre giorni insieme, mi raccontò tutta la sua storia, fu fantastico», spiega a CBS Sports Golazo, svelando un retroscena inedito della sua carriera da produttore cinematografico.
Poi il racconto dell’inizio dell’avventura Napoli, nel 2004: «Ero a Capri quando lessi che il Napoli era fallito. Mi dissero: vuoi comprarlo? Ho messo i soldi sul tavolo ma ho comprato solo un pezzo di carta, non c’era nulla», ricorda De Laurentiis a CBS Sports Golazo. Un percorso complicato: «All’inizio fu terribile, la gente voleva aggredirmi. Ma è stato come il miglior film della mia vita». Da lì la risalita fino alla Serie A e poi i successi europei.
Sul presente, De Laurentiis non nasconde una visione critica del calcio moderno: «È un sistema vecchio, va rinnovato», sottolinea a CBS Sports Golazo. Il tema centrale è il numero eccessivo di partite: «I giocatori non possono disputarne 70 a stagione, è impossibile». E propone una rivoluzione anche nel format: «Perché non dividere i tempi e giocare con il tempo effettivo come nel basket?».
Dura anche la posizione su FIFA, UEFA e agenti: «Fanno troppi soldi, non è vero che li redistribuiscono. Gli agenti sembrano i padroni del calcio, ma non lo sono», afferma De Laurentiis a CBS Sports Golazo, chiedendo maggiore equilibrio e regole più chiare.
Sul Napoli, invece, il presidente rivendica il lavoro fatto: «Guadagniamo molto meno rispetto ai grandi club europei, ma siamo riusciti a competere lo stesso». Un merito che attribuisce anche alle scelte sugli allenatori: «Sarri, Benitez, Ancelotti, Spalletti, Conte: sono state intuizioni vincenti».
Proprio su Conte, De Laurentiis si esprime con grande stima: «È un grandissimo motivatore. Quando è arrivato voleva partire da zero e così è stato: ha costruito un gruppo che gioca per la maglia», racconta a CBS Sports Golazo, sottolineando il ruolo centrale del tecnico nel successo recente.
Spazio anche ai singoli, con un passaggio su McTominay: «Ha una personalità pazzesca, è elegante, serio, un vero professionista». E inevitabile il confronto con Maradona: «Diego è un monumento del calcio mondiale, un’eccezione».
Infine, un duro affondo sul sistema Nazionale: «Servono meno squadre, meno partite e più tutela per i club. Se i giocatori vanno in Nazionale, devono essere pagati», afferma De Laurentiis a CBS Sports Golazo, proponendo anche assicurazioni per gli infortuni e una gestione più razionale delle convocazioni.
Il messaggio è chiaro: per il presidente del Napoli il calcio deve cambiare profondamente, dentro e fuori dal campo. E il club azzurro vuole continuare a essere protagonista, nonostante tutto.
