Corriere dello Sport: “Conte-Cesc è la Fa Cup Italia”

Napoli, 6 big match in 20 giorni: Conte alla prova del fuoco

Getty Images

I tempi cambiano, ma certe sfide conservano un fascino speciale. Al Maradona va in scena Napoli-Como, quarto di finale secco di Coppa Italia che mette in palio l’accesso alla semifinale contro l’Inter. Un incrocio che profuma di grande calcio e di passato condiviso: Antonio Conte e Cesc Fabregas, oggi allenatori, otto anni fa festeggiavano insieme la FA Cup con il Chelsea. A raccontare il senso e il peso di questa sfida è Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, che ricostruisce il filo che lega Wembley 2018 a Napoli 2026.

All’epoca, come ricorda ancora Fabio Mandarini sulle colonne del Corriere dello Sport, l’unico a urlare in panchina era Conte, mentre Fabregas era il cervello in campo, centrocampista raffinato con la maglia numero 4. La finale del 19 maggio 2018 contro il Manchester United di Mourinho, Lukaku e McTominay si chiuse con l’1-0 firmato Hazard su rigore. Oggi i ruoli sono ribaltati, ma i nomi ritornano: Lukaku e McTominay sono al Napoli, Morata – allora nei Blues – è il centravanti del Como di Fabregas.

Il presente, però, racconta due squadre in condizioni opposte. Il Como arriva fresco all’appuntamento grazie al rinvio del campionato, mentre il Napoli di Conte è reduce dalla battaglia di Marassi, 101 minuti sotto la pioggia contro il Genoa, chiusa in dieci uomini e senza McTominay già dal 45’. Come sottolinea Fabio Mandarini del Corriere dello Sport, l’assenza dello scozzese è il simbolo di un’emergenza più ampia: fuori anche Anguissa, De Bruyne, Di Lorenzo, Gilmour e Neres. Un Napoli stanco e stravolto, costretto a reinventarsi.

La Coppa Italia diventa così uno dei due obiettivi rimasti realmente in vita per gli azzurri, dopo l’uscita dalla Champions e con la Serie A che vede l’Inter avanti di nove punti. Il Como, invece, gioca senza pressione, forte di un’identità precisa: pressing alto, intensità, talento. Fabio Mandarini, Corriere dello Sport, evidenzia come la squadra di Fabregas rappresenti un cliente scomodissimo, capace di mettere in difficoltà chiunque.

Anche i precedenti non sorridono al Napoli: una sola vittoria negli ultimi sei confronti, con quattro sconfitte e il pareggio dell’andata in campionato, sempre al Maradona, chiuso sullo 0-0 con Milinkovic decisivo sul rigore di Morata. Rispetto a quella gara, Conte dovrà rinunciare a Di Lorenzo, all’intero centrocampo titolare e a Neres. Il Como, invece, perde solo Goldaniga e Diao, potendo contare sul trio creativo Jesus-Nico-Baturina e sull’alternativa tra Morata e Douvikas.

C’è infine la storia. Il Como è alla seconda apparizione nei quarti di Coppa Italia e sogna di ripetere l’impresa di quarant’anni fa, quando arrivò fino in semifinale. Il Napoli, come ricorda ancora Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, non raggiunge questo traguardo dal 2020-2021. Al Maradona, tra passato e presente, si gioca molto più di una semplice partita.

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