Caso Caruana Galizia a Malta, la giudice ai giurati “Ogni dubbio va risolto a favore dell’imputato Yorgen Fenech”
LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – La giudice Edwina Grima ha ricordato ai giurati del processo a Yorgen Fenech che ogni ragionevole dubbio deve essere risolto a favore dell’imputato, mentre proseguiva il suo dettagliato esame delle prove. Fenech è accusato di concorso nell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, uccisa da un’autobomba a Bidnija nell’ottobre 2017. Una condanna potrebbe comportare l’ergastolo. Rivolgendosi alla giuria, la giudice Grima ha iniziato a riassumere le testimonianze ascoltate nel corso di 53 giorni di udienze. Ha sottolineato che la sua ricostruzione non deve sostituire il ricordo dei giurati né la loro valutazione delle prove. “Quello che vi sto dicendo non è il Vangelo”, ha affermato la giudice, ricordando ai giurati di essere i “giudici sovrani” dei fatti. La giudice ha iniziato dall’Assistente Commissionario Keith Arnaud, uno dei responsabili delle indagini, che aveva testimoniato sulla risposta immediata all’attentato e sui successivi accertamenti forensi. In aula è emerso che esperti forensi internazionali furono chiamati ad assistere gli investigatori maltesi e che vennero individuati punti di osservazione dai quali veniva sorvegliata l’abitazione di Caruana Galizia a Bidnija. La giudice Grima ha inoltre ricordato la testimonianza del figlio della giornalista, Matthew, che aveva raccontato come la madre fosse rientrata brevemente a casa dopo aver dimenticato il libretto degli assegni, per poi ripartire pochi istanti prima dell’esplosione dell’auto. Gli operatori della polizia scientifica divisero la scena del crimine in 28 settori per documentare e raccogliere le prove. Un esame effettuato dopo l’esplosione stabilì che l’ordigno era stato collocato sotto il sedile del conducente.
La giudice ha quindi riesaminato le prove relative a un’auto bianca sospetta vista a Bidnija, all’analisi forense del cellulare di Caruana Galizia e all’esame di numeri telefonici collegati all’inchiesta. Ha ripercorso gli arresti dei tre uomini condannati in relazione all’omicidio e le prove riguardanti le comunicazioni intercettate, l’ordigno e il presunto coinvolgimento dell’intermediario Melvin Theuma. Theuma aveva registrato di nascosto conversazioni con Fenech e in seguito aveva chiesto la grazia presidenziale in cambio della sua testimonianza. Secondo le prove riassunte dalla giudice, Theuma aveva sostenuto che Fenech gli avesse chiesto di contattare George Degiorgio e avesse detto di volere l’uccisione di Caruana Galizia. La giudice Grima ha inoltre ripercorso le prove relative ai contatti di Theuma con l’ex capo di gabinetto del governo Keith Schembri e gli eventi che portarono all’arresto di Fenech a Portomaso, mentre tentava di lasciare Malta a bordo del suo yacht. Tra le prove esaminate figurano anche le perquisizioni della polizia nelle proprietà di Fenech e le registrazioni consegnate da Theuma. Nel pomeriggio, il padre di Caruana Galizia, Michael Vella, ha assistito per la prima volta a un’udienza del processo. L’intervento della giudice Grima rappresenta l’ultima fase prima che i giurati si ritirino per deliberare il verdetto.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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FONTE ITALPRESS
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