Repubblica Napoli: “De Bruyne non aspetta il vero Kdb: Io sono questo, ora vuole trascinare il Napoli”
Nessuna attesa, nessuna versione del passato da inseguire. Kevin De Bruyne mette un punto al dibattito sulle proprie condizioni e lo fa con la consueta schiettezza. Il fuoriclasse belga sa perfettamente che il tempo è passato anche per lui e che il giocatore capace di dominare per un decennio il centrocampo del Manchester City non può essere esattamente lo stesso di oggi. Ma il messaggio è altrettanto chiaro: il De Bruyne attuale è questo e può ancora essere determinante per il Napoli.
Come racconta Repubblica Napoli, è stato lo stesso centrocampista a spegnere le discussioni dopo la sfida di Champions League contro l’Arsenal: “Il vero Kevin è questo. Non so cosa vi aspettiate da me”. Parole che fotografano perfettamente il momento di un campione che, a 35 anni, sta imparando a incidere in maniera differente.
De Bruyne cambia pelle
Gli strappi devastanti e la continuità atletica degli anni migliori in Premier League inevitabilmente appartengono a un’altra fase della carriera. Restano però visione di gioco, tecnica, verticalizzazioni e la capacità di trovare una giocata che pochi altri centrocampisti riescono anche soltanto a immaginare.
La dimostrazione era arrivata contro lo Sporting Lisbona. De Bruyne aveva messo la propria qualità al servizio di Rasmus Hojlund, servendo due assist che avevano permesso all’attaccante di firmare una doppietta.
Secondo quanto sottolineato da Repubblica Napoli, il grave infortunio dell’ottobre 2025 ha inevitabilmente condizionato il percorso del belga. La lesione di alto grado al bicipite femorale destro lo ha costretto a circa quattro mesi di recupero, modificando profondamente la sua prima stagione in maglia azzurra.
Il rapporto complicato con Conte
A rendere ancora più difficile quell’annata era stato il rapporto tecnico mai realmente sbocciato con Antonio Conte. De Bruyne non ha nascosto successivamente il proprio pensiero, spiegando di non essersi sentito utilizzato nella posizione ideale.
Il cambio in panchina ha però aperto uno scenario differente. Con Massimiliano Allegri, il belga ha ritrovato centralità all’interno del progetto tecnico e soprattutto una collocazione maggiormente vicina alle proprie caratteristiche.
Come evidenzia ancora Repubblica Napoli, Allegri considera De Bruyne una pedina fondamentale e gli ha affidato prevalentemente il ruolo di trequartista. Una posizione nella quale Kdb può ricevere il pallone più vicino alla porta, amministrare le energie e sfruttare soprattutto qualità e capacità di rifinitura.
Lo stesso centrocampista ha confermato le buone sensazioni nel rapporto con il nuovo allenatore e con il resto della squadra, sottolineando la volontà del gruppo di costruire qualcosa di importante nonostante un avvio complicato.
Contro l’Arsenal segnali importanti
La partita con l’Arsenal ha restituito ulteriori indicazioni. Per la prima volta in stagione De Bruyne è rimasto in campo per l’intero incontro. Non è riuscito a mantenere un rendimento elevato per tutti i novanta minuti, ma nelle fasi in cui è riuscito ad accendersi il Napoli ha immediatamente guadagnato pericolosità nella propria manovra offensiva.
È proprio questa la nuova dimensione del belga. Non più un calciatore chiamato necessariamente a dominare ogni fase della partita, ma un campione da mettere nelle condizioni di utilizzare il proprio talento nei momenti capaci di cambiare l’inerzia di una gara.
“Tutti si aspettano da me sempre la giocata decisiva, ma ho 35 anni”, ha ricordato De Bruyne, facendo riferimento anche alle difficoltà attraversate nelle ultime stagioni e al pesante infortunio ormai lasciato alle spalle.
Napoli-Bologna diventa un crocevia
Adesso, però, servono i risultati. Il Napoli arriva alla sfida contro il Bologna dopo tre sconfitte consecutive e la partita assume inevitabilmente il peso di un primo crocevia della stagione.
Allegri dovrebbe affidarsi nuovamente a De Bruyne, chiedendogli esperienza, personalità e soprattutto quelle accelerazioni tecniche che possono ancora fare la differenza.
Come osserva Repubblica Napoli, la questione non è più attendere il ritorno del De Bruyne ammirato negli anni d’oro al Manchester City. Quel giocatore appartiene inevitabilmente a un’altra fase della carriera. Il Napoli deve invece capire quanto possa incidere questa nuova versione di Kdb, meno esplosiva ma ancora dotata di una qualità fuori dal comune.
De Bruyne ha già dato la sua risposta: “Io sono questo”. Adesso toccherà al campo stabilire se questo Kevin sarà sufficiente per riportare il Napoli verso l’alto. Il primo esame è già fissato: domenica contro il Bologna.
