Prandelli: «Vergara ha la “cazzimma” di Insigne. Conte? Solo lui poteva salvare il Napoli»
Cesare Prandelli torna a parlare di Napoli, giovani e futuro del calcio italiano. Nell’intervista rilasciata a Il Mattino, l’ex commissario tecnico dell’Italia si sofferma su Vergara, su Conte e sul momento del campionato.
«Vergara? Ha quella cazzimma che mi stregò di Insigne e che mi spinse a portarlo con me in Brasile, nel Mondiale del 2014. Se uno fa quelle giocate con la maglia pesantissima del Napoli addosso e in uno stadio come il Maradona è pronto per qualsiasi tipo di avventura».
Poi lo sguardo si sposta su Atalanta-Napoli. «Antonio si è inventato uomini e sistemi di gioco in questa assurda stagione. Uno può mettere in preventivo degli infortuni ma certo non può pensare di perdere 4 o 5 calciatori per tutto l’anno come è capitato a lui. Conquistare il posto in Champions è un traguardo importante, peraltro dopo aver vinto lo scudetto. E per nulla scontato. Solo Antonio poteva riuscire a non mandare a picco la nave con tutti i guai che ha passato».
Su Vergara insiste: «Una volta quando i ragazzi facevano bene c’era sempre qualcuno pronto a dire “sì, però…”. Prima si cercavano tre o quattro doti prima di portarlo in serie A, ora una basta e avanza. Evviva il talento e la spregiudicatezza di Vergara, il suo coraggio a cercare sempre la giocata, l’uno contro uno. Ma chi ce li ha giocatori così?».
E sull’età dell’esplosione: «È una cosa che ci spinge a riflettere. Si può sbocciare anche a 22-23 anni, quindi non devi perderli o abbandonarli troppo presto. Dobbiamo imparare ad aspettare di più. Lui ha trovato Antonio Conte. Ha sfruttato il momento ma se non avesse sentito di essere dentro al progetto non avrebbe avuto questa esplosione».
Prandelli elogia anche altri giovani azzurri: «Sono rimasto colpito dalla prova di Alisson contro la Roma. Hojlund ha le movenze dell’attaccante moderno, alto, potente. E anche Giovane, con Conte, farà degli step importanti. Quando trovi ragazzi che hanno tecnica e gamba, il sistema di gioco non è più così importante».
Sul campionato: «L’Inter? Sì, in questo momento Chivu è riuscito a portare entusiasmo. La strada in campionato è quella giusta».
Sull’Europa: «Ne usciamo male ma tanto la lezione non la impariamo. In Premier si attacca e si difende fino all’ultimo secondo. Noi magari giochiamo con intensità un’ora e poi pensiamo a gestire. In serie A basta e avanza per vincere, in Champions ti danno lezioni pesantissime».
Non manca un passaggio sugli arbitri e sul Var: «Abbassiamo i toni, torniamo a essere rispettosi. Ogni domenica è un plotone di esecuzione. Lasciare all’arbitro in campo la massima libertà di impiego del Var sarebbe l’ideale. Magari usarlo solo per cose clamorose, come un cazzotto. Ormai gli arbitri non fischiano, dicono “tanto mi chiamano al Var”. Così perdono credibilità. Coinvolgere ex calciatori potrebbe essere una soluzione».
Infine, una previsione su Atalanta-Napoli: «Gli infortuni per Conte non finiscono mai. Ma troverà qualche soluzione per riuscire a vincere la partita. Lui non si arrende mai e non dà mai alibi alla sua squadra. Poi c’è Palladino: ha creato una certa atmosfera a Bergamo. Ma nella testa c’è anche il ritorno con il Borussia Dortmund. Diciamo: ci divertiremo».
