Israele utilizza missili USA per evaporare corpi palestinesi: una realtà inquietante.
Israele e l’uso di missili che evaporano i corpi a Gaza
Un’inchiesta di Al Jazeera ha rivelato che Israele sta utilizzando missili in grado di provocare la vaporizzazione dei corpi durante i bombardamenti nella Striscia di Gaza. Questa scoperta deriva dalla constatazione effettuata dalla Protezione Civile di Gaza, secondo cui dopo i bombardamenti israeliani sono stati trovati un numero incredibilmente ridotto di resti umani, limitandosi a piccole tracce biologiche come schizzi di sangue e frammenti di tessuto.
Il fenomeno dei palestinesi “evaporati”
Dal 7 ottobre 2023, i soccorritori hanno segnalato che circa 2.842 palestinesi risultano “evaporati”, ovvero persone che si trovavano nei luoghi colpiti e di cui non è stato possibile rinvenire alcun corpo. Questa cifra è stata determinata attraverso un metodo di conteggio che confronta il numero di individui presenti in un edificio con quelli effettivamente recuperati dopo l’attacco.
Esperti militari intervistati nell’inchiesta sostengono che questo fenomeno sia attribuibile all’impiego di armi termiche e termobariche, note anche come “bombe a vuoto” o “aerosol”. Questi ordigni sono progettati per generare temperature superiori ai 3.000-3.500 °C, combinando calore estremo, pressione e combustione prolungata, risultando devastanti per qualsiasi corpo umano esposto.
Le armi termiche non si limitano a esplodere: generano una nube di carburante che si incendia, creando una palla di fuoco e un effetto di vuoto che riporta l’aria circostante dentro l’onda d’urto, alimentando ulteriormente la combustione. Si segnala che la miscela esplosiva può contenere polveri di alluminio, magnesio e titanio, che intensificano la combustione e il potere distruttivo.
Secondo il dottor Munir al-Bursh, direttore generale del Ministero della Salute a Gaza, l’esposizione del corpo umano a temperature così elevate provoca la vaporizzazione istantanea dei tessuti, poiché il corpo è composto per la maggior parte da acqua. Questa caratteristica spiega la sorprendente mancanza di resti umani nei luoghi colpiti dai bombardamenti.
Armi utilizzate e le loro caratteristiche
L’inchiesta menziona specificamente diversi ordigni di fabbricazione statunitense rinvenuti nei siti colpiti. Tra questi, spiccano:
MK-84:
- Bomba non guidata del peso di circa 900 kg.
- Carica esplosiva a base di tritonal (TNT + polvere di alluminio).
- Capace di generare temperature fino a 3.500 °C.
- L’alluminio prolunga la combustione e aumenta l’effetto termico.
BLU-109 “bunker buster”:
- Bomba non guidata del peso di circa 900 kg.
- Carica esplosiva a base di tritonal (TNT + polvere di alluminio).
- Capace di generare temperature fino a 3.500 °C.
- L’alluminio prolunga la combustione e aumenta l’effetto termico.
GBU-39 (Small Diameter Bomb):
- Bomba planante di precisione.
- Utilizza esplosivo AFX-757.
- Progettata per danneggiare gli interni degli edifici riducendo al minimo i danni strutturali.
- Le vittime possono essere causate sia dall’onda di pressione che dall’onda termica, incenerendo i tessuti.
Frammenti delle alette di questi ordigni sono stati rinvenuti in aree colpite, dove non sono stati recuperati corpi.
La realtà del conflitto e le sue conseguenze
Questa situazione evidenzia un aspetto allarmante del conflitto tra Israele e Palestina: l’uso di armi estremamente distruttive e le gravi conseguenze sulla popolazione civile. Secondo le fonti ufficiali, le operazioni militari che sfociano in tale devastazione sollevano interrogativi sulla legalità delle azioni e sull’impatto sulle vite umane. Il dottor Munir al-Bursh ha anche evidenziato l’importanza di indagini e trasparenza per comprendere appieno la devastazione causata in questo conflitto.
Questa inchiesta di Al Jazeera, quindi, non solo mette in luce le tecniche e i mezzi utilizzati, ma invita anche a riflettere sulla condizione umanitaria nella Striscia di Gaza, dove molte famiglie hanno perso i loro cari senza alcuna possibilità di recupero o di dignità dopo la morte.
Le evidenze raccolte attraverso quest’inchiesta offrono uno sguardo inquietante sulla guerra moderna, sollevando domande cruciali riguardo al rispetto dei diritti umani nel contesto dei conflitti armati.
Fonti ufficiali: Nazioni Unite, CICR.
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