Sabatini: «Conte-Napoli, divorzio possibile. Gli allenatori passano, le società restano»
Il futuro di Antonio Conte al Napoli resta un tema aperto e, secondo Sandro Sabatini, tutt’altro che scontato. Intervenuto in diretta a Siamo Tutti Allenatori su Radio Marte, il giornalista ha espresso una previsione netta sul destino dell’allenatore azzurro.
«Per me Conte non resterà a Napoli l’anno prossimo. La storia di Conte dice che al secondo anno c’è sempre un trauma e se ne va», ha spiegato Sabatini. «È ovvio che la decisione avviene in base all’ultimo periodo. Se la cosa sembra preoccupante con calciatori che non vedono l’ora di andare in vacanza, credo sia inevitabile un divorzio consensuale».
Secondo Sabatini, solo un finale di stagione clamoroso potrebbe cambiare lo scenario. «Se poi arrivasse un finale di campionato in crescendo, vincendo anche la Coppa Italia, allora può darsi che si prenda una direzione diversa». Ma il punto centrale resta la gestione complessiva del progetto. «Conte è stato accontentato in tutto. Secondo me De Laurentiis ha detto: “Mister, facciamo tutto quello che vuoi tu” e così sono arrivati Lucca, Lang e Beukema».
Un approccio che, però, secondo il giornalista non è sostenibile a lungo. «Anche a gennaio è stato accontentato, ma è un gioco che non può andare avanti all’infinito. Per il club è impegnativo accontentarlo. Gli allenatori passano, restano le società con giocatori e contratti notevoli».
Sabatini ha poi richiamato un precedente legato all’esperienza di Conte all’Inter. «Ricordo che Dimarco era reduce da un buon campionato in prestito. Tornò all’Inter, ma Conte non lo vedeva proprio. Lo mandarono di nuovo in giro e presero Young e Kolarov, due calciatori finiti all’epoca. Quelle operazioni costarono soldi importanti».
Il discorso si sposta quindi su alcune scelte recenti del Napoli. «La giocata Vergara è venuta bene a Conte. Però ricordo Caprile che guadagna la metà di Meret e Milinkovic-Savic. Ci sono un po’ di situazioni che, se va tutto bene, possono proseguire. Se invece c’è qualche perplessità, allora è interesse comune salutarsi da buoni amici».
Ampio spazio anche alle dichiarazioni di Noa Lang e al rapporto mai sbocciato con Conte. «Avevamo intuito che la scintilla non fosse scoccata tra lui e Conte. Quando Lang dice “meglio che stia zitto” lo fa perché i contratti di De Laurentiis prevedono multe in caso di dichiarazioni».
Sul fronte delle partenze, Sabatini è chiaro. «Per Lucca non ci saranno rimpianti, ma solo la preoccupazione di non metterci tanti soldi. Su Lang, invece, credo possa diventare un rimpianto».
Chiusura sugli attaccanti e sul mercato internazionale. «Raspadori, per me, non giocherà all’Atalanta. Fulkrug farà bene. Giovane non mi dispiace, a Verona ha fatto bene e non credo farà la fine di Noslin e di altri».
Un’analisi a tutto campo, che fotografa le tensioni e le incognite di un progetto ambizioso, ma complesso, destinato a una scelta definitiva solo al termine della stagione.
