Zola tra Napoli e Chelsea: «Con due sciarpe sul divano. È una notte che sento mia»

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C’era una volta il San Paolo, Napoli e Marazola. Poi vennero Parma, Londra e la Magic Box. In mezzo, una carriera che ha unito due mondi e due popoli. Napoli-Chelsea, oggi, è soprattutto Gianfranco Zola. Lo racconta Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, in un viaggio tra memoria, calcio e identità.

Zola è stato l’erede di Diego a Napoli e l’antesignano degli italiani in Premier. Sette stagioni al Chelsea, 80 gol, 312 presenze, la consacrazione definitiva fino all’onorificenza di Sir. Ma Napoli resta l’iniziazione, Londra il coronamento. «Napoli mi ha permesso di farmi conoscere, il Chelsea è stato il frutto del lavoro fatto in azzurro e al Parma», spiega.

Una partita che vale tutto
Napoli-Chelsea è una notte carica di significati. «C’è molta tensione: il Napoli deve vincere per rientrare in zona playoff, il Chelsea vuole restare tra le prime otto». Il peso specifico è diverso: «Il Napoli rischia di più. Se non vince, può uscire. Il Chelsea, al limite, ha gli spareggi».

Eppure Zola non chiude alla speranza: «Il Napoli ha chance. Contro la Juve è rimasto in partita fino al 2-0. È in difficoltà per i tanti infortuni, ma gioca sempre fino in fondo. È coraggio, è personalità. È l’identificazione con il carattere di Conte: non si arrende mai».

Chi può fare la differenza
Non una partita da vincere da soli, ma qualcuno deve “strappare”. «McTominay può dare lo strappo: ha lo spessore di chi cambia le partite». Lukaku? «Se fosse pronto, anche Romelu potrebbe essere decisivo». E un nome a sorpresa: «Mi è piaciuto Vergara contro la Juve: gamba, personalità. Domani servirà qualcuno che voglia essere protagonista».

Premier e Serie A: il confronto
Il divario economico esiste: «La Premier ha risorse e attrattività superiori». Ma l’Italia resta l’Italia: «A nessuno piace affrontarci». E la nuova Champions convince: «È più avvincente, tanti verdetti sono ancora aperti. Questo certifica la qualità».

Due sciarpe e un sorriso
Zola vive tra Londra e la Sardegna. «Cerco di sentirmi inglese, ma la mia italianità è forte». Domani? Ride: «Mi metterò in poltrona con due sciarpe e vinca il migliore».

E poi il ricordo di Gianluca Vialli, compagno e guida: «Non era un uomo banale. Ho sempre provato grande ammirazione, oltre l’affetto».

Napoli-Chelsea è una partita. Per Zola è una storia. Una notte che sente dentro.

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