Volontari cercasi per l’America’s Cup: opportunità per giovani nel prestigioso evento velico.
Volontari per l’America’s Cup: Un’opportunità o uno sfruttamento?
Sul sito ufficiale della Louis Vuitton 38ª America’s Cup è comparso un annuncio che, nel suo apparente semplice messaggio, sottolinea chiaramente le dinamiche di questo evento straordinario e di come venga concepito. Viene lanciato un appello per cercare volontari disposti a lavorare gratis per uno dei più lussuosi eventi sportivi al mondo, circondato da imbarcazioni dal valore di milioni di euro e frequentato da miliardari globali. Si richiede ai giovani di Napoli e non solo di dedicare almeno dieci giorni della loro estate, tra maggio e luglio 2027, senza alcuna remunerazione prevista. Solo «l’orgoglio del proprio territorio» e la promessa di essere «parte della storia» in cambio.
Nel frattempo, l’Italia ha già investito 1,5 miliardi di euro in fondi pubblici per garantire che la città possa accogliere tale evento, con il sindaco Manfredi nominato commissario straordinario per la bonifica a Bagnoli, un’area di oltre venti chilometri di costa.
La grandezza dell’America’s Cup e il suo costo
Quando parliamo di America’s Cup 2027, i numeri parlano chiaro: 1,5 miliardi di euro di investimenti pubblici a Napoli. Il sindaco Gaetano Manfredi, recentemente nominato commissario straordinario, ha già approvato piani per una riqualificazione totale dell’area di Bagnoli, con un investimento di 152 milioni di euro per la bonifica, a cui si aggiungono 65 milioni per infrastrutture complementari come mobilità, parcheggi e illuminazione del waterfront. Inoltre, gli organizzatori verseranno una fee di ospitalità agli enti locali pari a 50 milioni di euro, una cifra ridotta se messa a confronto con il totale degli investimenti pubblici.
Questo significa che il carico delle spese graverà in gran parte sulla collettività. Dai costi per la bonifica di un sito inquinato alla necessità di creare infrastrutture portuali adeguate, tutto sarà finanziato dai contribuenti. È comprensibile sostenere un evento di questa portata, ma perché non destinare una parte del budget anche ai giovani che contribuiranno letteralmente alla buona riuscita dell’evento?
Definita la “Formula 1 del mare”, l’America’s Cup non è mai stata uno sport per tutti. Ogni squadra deve versare una quota di iscrizione di 2 milioni di dollari, oltre al costo di gestione e delle imbarcazioni. Ad esempio, Luna Rossa ha annunciato un budget di 90-95 milioni di euro per la campagna 2024, escludendo la quota di iscrizione. Gli altri team si muovono su cifre simili, con un budget massimo fissato a 75 milioni di euro per l’edizione napoletana.
Dietro a queste cifre si celano armatori di alto profilo come Patrizio Bertelli di Prada o Ernesto Bertarelli con Alinghi, ma anche nomi storici come Larry Ellison, il quale, per l’edizione del 2013, ha speso circa 200 milioni di dollari. È in questo contesto fatto di ricchezze incredibili che si inserisce l’appello ai volontari.
La retorica del volontariato
Il comunicato dell’America’s Cup è un’articolata espressione di retorica. Viene citato il valore del volontariato, la scoperta delle proprie abilità e l’orgoglio di rappresentare il territorio. Viene sottolineato che ci si aspetta da parte dei volontari un contributo essenziale al successo dell’evento, ma rimane un interrogativo: perché non è previsto alcun compenso per questi lavori, che in qualsiasi altro contesto verrebbero remunerati?
Le mansioni richieste ai volontari comprendono accoglienza ai visitatori, supporto nella gestione dei punti informativi, assistenza al team televisivo e attività maritime. Questi compiti sono assolutamente significativi e, in molti casi, richiedono competenze specifiche. Nonostante ciò, vengono presentati come opportunità per crescere e acquisire esperienza, rimanendo nella tradizione di sfruttamento camuffata da arricchimento personale.
A Napoli, la situazione assume una dimensione ancora più paradossale. La città ospiterà un evento che, secondo il Ministero del Turismo e la Luiss Business School, potrebbe generare un impatto economico fino a 1,2 miliardi nel lungo termine. Sono attesi 1,5-1,7 milioni di visitatori durante i 60 giorni di gara. Ma chi beneficerà veramente di queste entrate? Una parte considerevole sarà generata da hotel, ristoranti e sponsor internazionali, mentre i giovani napoletani si trovano ad essere chiamati a contribuire gratuitamente, con la speranza che «qualcosa resti» a loro favore.
Questo modello economico riflette una logica consolidata nel Mezzogiorno, dove i profitti tendono a essere privatizzati e i costi, inclusi quelli del lavoro gratuito, si socializzano. L’America’s Cup 2027 si preannuncia come l’edizione più partecipata della storia, ma rimane da chiedersi chi parteciperà e a che prezzo.
Per approfondire, è possibile consultare fonti ufficiali come il sito della Louis Vuitton e i report del Ministero dello Sviluppo Economico.
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