Repubblica Napoli: «Corbo: “Il Napoli affonda nella sua fragilità. Allegri chiamato a gestire una squadra implosa nelle sue criticità”»

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Dal doppio vantaggio al crollo, fino a una sconfitta che per Antonio Corbo mette a nudo tutte le fragilità del Napoli. Nel suo commento su Repubblica Napoli, il giornalista analizza duramente il ko in rimonta contro l’Inter, sottolineando la distanza che oggi separerebbe le due squadre che si sono spartite gli ultimi quattro scudetti. Nel mirino finiscono il mercato, la profondità della rosa e anche alcune scelte compiute da Massimiliano Allegri nel tentativo di difendere il risultato.

Per Corbo, il Napoli capace di vincere prima con Spalletti e poi con Conte appare ormai lontano: la squadra attuale sarebbe più vulnerabile, incompleta e confusa, con Allegri chiamato a gestire una situazione particolarmente delicata.

Corbo: «Il Napoli è lo sfocato ricordo di se stesso»

Il momento chiave arriva nella ripresa. Il Napoli riesce a portarsi sul 2-0 a San Siro, ma da quel momento comincia praticamente un’altra partita.

Antonio Corbo su Repubblica Napoli vede nella rimonta una sentenza sulla situazione delle due squadre: l’Inter mostra forza, profondità e capacità di reagire, mentre il Napoli finisce per cedere sotto il peso delle proprie fragilità.

Il giudizio sul lavoro estivo è particolarmente severo. Secondo Corbo, il Napoli non soltanto sarebbe «fuggito dal mercato», ma ne sarebbe uscito ancora più vulnerabile, incompleto e confuso.

Vergara non può essere McTominay

L’assenza di McTominay costringe Allegri ad affidarsi ad Antonio Vergara. Corbo riconosce il talento del giovane di Frattaminore, ma invita a gestirlo con attenzione.

Vergara può rappresentare una soluzione utile soprattutto alle spalle degli attaccanti, ma secondo il giornalista non può essere considerato il sostituto naturale né di McTominay né di Anguissa.

Proprio il centrocampista, sottolinea Repubblica Napoli, appare ancora distante dai suoi standard abituali. Lobotka, invece, prova a moltiplicare il proprio lavoro in fase di interdizione.

Il Napoli regge nel primo tempo

Allegri riesce inizialmente a limitare la forza dell’Inter intervenendo soprattutto sulle corsie laterali.

Di Lorenzo e Politano ritrovano parte dell’intesa sulla destra, mentre dalla parte opposta Spinazzola e Alisson sono impegnati prevalentemente nel lavoro difensivo. Dimarco continua comunque a creare pericoli con la sua capacità di servire assist.

Per Antonio Corbo su Repubblica Napoli, emerge l’immagine di una squadra attendista, concentrata soprattutto sul contenimento e pronta a sfruttare le occasioni concesse dall’avversario. Anche Meret è costretto a intervenire in più occasioni.

Due gol in tre minuti, poi comincia l’assedio

All’inizio della ripresa il Napoli sfrutta il momento e colpisce due volte nel giro di tre minuti. Politano e Hojlund portano gli azzurri sul doppio vantaggio.

Da quel momento, però, cambia completamente il copione.

Secondo Corbo, l’Inter costruisce otto occasioni da gol, mentre il Napoli riesce a rendersi pericoloso quasi esclusivamente attraverso iniziative isolate. La difesa azzurra comincia a soffrire e Chivu passa al 3-4-3 per aumentare ulteriormente la pressione offensiva.

Il problema del Napoli diventa soprattutto l’incapacità di uscire dall’assedio. I palloni vengono allontanati senza riuscire a costruire vere ripartenze, con Lobotka tra i pochi a provare a gestire meglio il possesso.

Corbo boccia Lucca e critica le mosse di Allegri

Quando la partita si sposta sul terreno delle scelte tattiche, il giudizio di Repubblica Napoli diventa ancora più duro.

Allegri passa alla difesa a cinque nel tentativo di chiudere le corsie, ma contemporaneamente perde la possibilità di tenere alta la squadra. L’ingresso di Lucca al posto di Hojlund non convince Corbo, che utilizza un’immagine molto severa: «Lucca non è Hojlund, è poco men di un visitatore dello stadio entrato per caso sul campo».

Anche Neres non riesce a modificare l’andamento della partita, mentre Corbo sottolinea come Favasuli, giocatore sul quale vengono espresse valutazioni positive, non venga utilizzato.

Il grande dubbio su Badiashile

La scelta maggiormente contestata riguarda però Badiashile, inserito negli ultimi quindici minuti al centro della difesa a cinque.

Antonio Corbo si interroga sull’opportunità di modificare l’intero assetto difensivo introducendo un giocatore che ancora non conosce sufficientemente i meccanismi della squadra.

Il giudizio sulla sua prestazione è netto e porta il giornalista a rivolgere direttamente un interrogativo ad Allegri: «Valeva la pena montare e smontare una difesa inserendo un elemento non bene identificativo in una difesa che lui non conosce? E Allegri l’ha sdoganato lui, con quali referenze?»

Per Repubblica Napoli, dunque, la sconfitta di San Siro va oltre il semplice risultato. Il doppio vantaggio aveva offerto agli azzurri l’occasione di conquistare una vittoria pesantissima, ma la successiva rimonta dell’Inter ha riportato in primo piano i problemi di una squadra che Corbo considera oggi fragile e incompleta.