Gazzetta dello Sport: “Napoli, De Bruyne si riprende la scena: ora Allegri vuole il vero KDB anche in azzurro”

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Kevin De Bruyne c’è. Italia-Belgio ha spazzato via dubbi e luoghi comuni, mostrando un campione ancora capace di comandare il pallone, inventare calcio e incidere attraverso quella qualità che ha caratterizzato tutta la sua carriera. Adesso, però, Napoli aspetta di vedere la stessa versione di KDB anche con la maglia azzurra.

Come racconta Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, i novanta minuti con il Belgio hanno dimostrato che De Bruyne ha ancora energia e che il talento non è mai stato in discussione. Quello che serve è soprattutto continuità, accompagnata da una condizione fisica che dovrà sostenerlo durante il tour de force in arrivo: nove partite in ventotto giorni, tra corse, recuperi, trasferimenti e pochissimo tempo per respirare.

Allegri troverà sempre un posto per KDB

Difesa a quattro oppure linea a tre, per Allegri cambia relativamente poco quando si parla di De Bruyne. Un posto per il belga si trova sempre.

Il tecnico lo ha gestito fin dall’inizio della stagione. A Genova lo aveva inizialmente lasciato in panchina perché era rientrato dalle vacanze post-Mondiale soltanto da due settimane, ricevendo poi in cambio gol e assist. Successivamente gli aveva riservato i finali contro Como e Inter.

Nelle ultime tre partite, invece, KDB è sempre partito dall’inizio: Arsenal, Bologna e Fiorentina.

Tra tridente e 4-2-3-1, il dibattito sulla posizione ideale del belga continua, ma per Allegri il punto fondamentale resta un altro.

Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport riporta il pensiero del tecnico: De Bruyne è «diverso, per come si muove, per come tocca il pallone, per quello che sa fare».

Allegri ne apprezza soprattutto l’intelligenza tattica: «Lui sa dove deve stare, quando c’è da abbassarsi e quando c’è da alzarsi».

Trequartista, sottopunta o mezzala: KDB può fare tutto

De Bruyne può quindi agire da trequartista alle spalle di Hojlund, magari partendo leggermente defilato. Può essere utilizzato da sottopunta oppure, se necessario, tornare a fare la mezzala, sia a destra sia a sinistra.

Le possibilità aumenteranno ulteriormente con il ritorno degli altri centrocampisti.

McTominay ha cominciato il proprio percorso verso il rientro e avrà bisogno dei suoi tempi. Gilmour, nel frattempo, si è conquistato spazio accanto a Lobotka, dando vita a una regia condivisa.

Più complicata la situazione di Anguissa, alle prese con l’infortunio e con la questione relativa al rinnovo.

In mezzo a tutti resta De Bruyne, il valore aggiunto che Allegri dovrà però amministrare con attenzione.

Come sottolinea Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, a 35 anni il belga ha bisogno di una gestione intelligente: minutaggio calibrato, rotazioni e recupero delle energie diventeranno fondamentali durante un periodo nel quale il Napoli scenderà in campo praticamente ogni tre giorni.

Il sogno dei Fab Four

Prima o poi potrebbe anche tornare d’attualità la convivenza dei cosiddetti Fab Four.

L’idea di mettere insieme contemporaneamente i grandi interpreti del centrocampo aveva alimentato il dibattito, prima che gli infortuni modificassero completamente gli scenari. De Bruyne e Anguissa hanno dovuto fare i conti con problemi fisici, mentre anche Gilmour ha attraversato il proprio periodo complicato.

Adesso il grande assente è soprattutto McTominay, che Allegri ha potuto rivedere soltanto recentemente a Castel Volturno.

Il possibile incastro tra Scott e De Bruyne resta però una delle prospettive più affascinanti per il Napoli.

«In estate non ho mai pensato di andar via»

De Bruyne, intanto, continua a rivendicare ciò che è sempre stato: «Io questo sono, sono sempre stato questo».

La sfida personale è riuscire ad avvicinarsi nuovamente ai livelli raggiunti con il Manchester City. Finora il suo Napoli si è visto soltanto a intermittenza, attraverso lampi e giocate capaci di ricordare il campione ammirato per anni in Inghilterra.

Ma c’è anche un forte senso di appartenenza verso una maglia che ha scelto e dalla quale non ha intenzione di separarsi.

«In estate non ho mai pensato di andar via».

Come evidenzia ancora Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, il punto adesso non è immaginare un De Bruyne diverso. È permettergli semplicemente di tornare a essere De Bruyne anche con il Napoli.

Il Belgio ha dimostrato che King Kev esiste ancora. Ora Allegri aspetta che quella stessa luce illumini con continuità anche gli azzurri