Napoli, Noemi festeggia 11 anni in piazza Nazionale: «Coloriamo la vita contro la violenza»
Il sorriso di Noemi torna a illuminare piazza Nazionale, simbolo di rinascita e resistenza civile. Come racconta Antonio Di Costanzo su Repubblica Napoli, la bambina che il 3 maggio di sette anni fa fu gravemente ferita da un proiettile vagante sparato durante un agguato di camorra ha festeggiato ieri il suo undicesimo compleanno proprio nel luogo in cui rischiò di perdere la vita.
Durante la manifestazione, organizzata dalla fondazione Polis, Noemi ha colorato un muretto con un pennarello e ha partecipato al restauro e all’ampliamento del murale dedicato a lei. Come racconta Antonio Di Costanzo su Repubblica Napoli, l’opera è stata realizzata dall’artista Giulia Noeyes che ha aggiunto farfalle, stelle e cuori su uno sfondo giallo, ispirandosi a un disegno della stessa bambina. Un gesto simbolico, pensato come risposta alla violenza della camorra e alla devianza criminale.
«È il simbolo della mia forza e della mia speranza per un futuro migliore senza violenza. La vita è preziosa e non dobbiamo mai arrenderci», ha detto Noemi. Come sottolinea Antonio Di Costanzo su Repubblica Napoli, la bambina oggi sogna di diventare magistrata e desidera che la sua storia diventi un esempio per chi deve scegliere da che parte stare.
Accanto a lei c’erano la madre Tania e Giovanni Durante, padre di Annalisa, la ragazza di 14 anni uccisa a Forcella da un proiettile vagante durante uno scontro tra clan rivali. «Oggi festeggiamo la vita e il compleanno di Noemi, ma è anche un momento per non dimenticare quanto le è accaduto», ha spiegato la madre. «Era venuta qui per giocare e oggi siamo qui per cambiare la mentalità dei giovani che vedono la camorra come un modello vincente».
Come racconta ancora Antonio Di Costanzo su Repubblica Napoli, la riqualificazione di piazza Nazionale è stata sostenuta con forza dalla presidente della Municipalità 4, Maria Caniglia. «Non ci siamo arresi quando il murale è stato vandalizzato e le giostre distrutte. Oggi questa è una piazza viva, dove famiglie e bambini possono tornare a trascorrere del tempo in serenità».
Il tema della sicurezza resta però centrale. Il sindaco Gaetano Manfredi ha annunciato nuovi interventi per rafforzare il controllo dell’area. «Tra maggio e giugno partirà l’installazione delle nuove telecamere di videosorveglianza: la gara è stata aggiudicata e il contratto firmato». Il progetto prevede circa 300 dispositivi collegati alla sala operativa della questura.
Come evidenzia Antonio Di Costanzo su Repubblica Napoli, il prefetto Michele di Bari ha confermato il finanziamento da parte del ministero dell’Interno guidato da Matteo Piantedosi: circa due milioni di euro destinati al Comune di Napoli per potenziare il sistema di videosorveglianza cittadino.
Alla manifestazione hanno partecipato anche magistrati, rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Presenti tra gli altri il procuratore aggiunto Antonio Ricci, l’assessore Andrea Morniroli e il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi.
Momento particolarmente toccante è stato l’abbraccio tra Noemi e i medici che sette anni fa la salvarono al Santobono: il primario di chirurgia pediatrica Giovanni Gaglione e Massimo Cardone, ex direttore della rianimazione. I due hanno ricordato la complessità dell’intervento chirurgico che salvò la bambina.
Gaglione ha ricordato anche il contributo del cardiochirurgo Guido Oppido, coinvolto in quel delicato intervento. «Collaborava con noi del Santobono per tanti bambini», ha spiegato il medico, sottolineando come in medicina errori e responsabilità vadano valutati con equilibrio. «Anche noi medici possiamo sbagliare, ma non vogliamo essere trattati come mostri dalla stampa e dalla televisione».
