Napoli: lavoratrici licenziate per omofobia, scatta la lotta per i diritti e la dignità.

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Denuncia dell’USB: mobbing e discriminazione sul posto di lavoro

Napoli. Una vertenza sindacale si trasforma in un importante caso politico e di diritti civili. Due lavoratrici, Mariarosaria Laudano e Mafalda Bevilacqua, sono state sospese e successivamente licenziate dalla Dussmann Service in un contesto segnato da denunce di omofobia, aggressioni fisiche e presunti episodi di “mobbing orizzontale” durati mesi. La situazione è esplosa oggi, con un presidio dell’USB davanti alla sede del Centro Direzionale di Napoli. Il sindacato chiede il reintegro immediato delle due donne, sposate dal 2019, che si dichiarano vittime di un clima lavorativo diventato insostenibile.

Il pregresso: una scia di vessazioni

La vicenda ha radici profonde e si sviluppa attraverso querele presentate ai Carabinieri e note legali redatte dall’avvocato Nerino Allocati. Le lavoratrici hanno denunciato una serie di vessazioni perpetrate da due colleghi. I rami della denuncia si intrecciano in diverse forme di sabotaggio professionale: dai detersivi non diluiti versati intenzionalmente su autobus appena puliti a battute sessiste, minacce verbali e umiliazioni continue. Nonostante le segnalazioni formali rivolte all’azienda, il clima di lavoro è rimasto invariato, aggravando la situazione.

Il punto critico della situazione si registra il 10 aprile, giorno in cui Mariarosaria Laudano, affetta da patologie cardiache, sarebbe stata spinta violentemente da un collega mentre stava eseguendo il suo lavoro, finendo a terra e subendo un tentativo di strangolamento. Mafalda Bevilacqua, intervenuta in difesa della compagna, ha ricevuto uno schiaffo in risposta. L’episodio ha richiesto l’intervento di due ambulanze e delle forze dell’ordine. Tuttavia, le versioni delle due donne e della Dussmann Service sono diametralmente opposte: l’azienda e la committente, Busitalia Campania, definiscono l’accaduto come una “rissa”, una prospettiva che ha portato alla sospensione delle due lavoratrici e all’applicazione di un provvedimento disciplinare.


Nel corso dell’incontro tenutosi oggi, la delegazione USB ha chiesto risposte concrete. L’azienda, invece, ha mantenuto una posizione ferma. In una nota ufficiale, Dussmann Service ha dichiarato: “Le ricostruzioni diffuse da alcune organizzazioni sindacali non corrispondono alla realtà”. Inoltre, ha specificato che i provvedimenti disciplinari hanno coinvolto tre lavoratori, sottolineando che sono stati adottati a causa di comportamenti inadeguati al contesto professionale e alle normative vigenti. L’azienda ha anche affermato di aver adottato, sin dall’inizio, tutte le misure necessarie per prevenire ulteriori escalation di conflitti sul lavoro.

Il coordinatore USB, Marco Sansone, critica l’atteggiamento dell’azienda, affermando che “la Dussmann ha preferito la strada del licenziamento piuttosto che avviare un’indagine interna sulle reali dinamiche di discriminazione”. Le affermazioni del sindacato sollevano interrogativi importanti sulla gestione dei diritti dei lavoratori, specialmente riguardo a situazioni di violenza e discriminazione sul posto di lavoro.

L’importanza della lotta per i diritti LGBTQ+

La questione Dussmann riporta l’attenzione su un tema di rilevanza nazionale: i diritti LGBTQ+ nel contesto lavorativo. Antonello Sannino, presidente di ArciGay Napoli, ha commentato riguardo alla vicenda: “È inaccettabile che, in seguito a denunce di molestie omofobe, la risposta dell’azienda sia stata quella di sanzionare le vittime anziché considerare il contesto di violenza che ha portato agli eventi”. Questo caso mette in luce quanto sia cruciale garantire un ambiente di lavoro rispettoso e accogliente per tutti.

Mentre le procedure legali sono in corso e le due donne rimangono determinate a dimostrare la loro estraneità ai fatti in contrasto con quanto sostenuto dall’azienda, si percepisce una certa amarezza per una situazione che, nell’attuale settimana del Pride, evidenzia quanto il confine tra “uguaglianza formale” e “tutela reale” sia ancora, purtroppo, molto sottile.

Le lavoratrici hanno ribadito il loro impegno nella lotta per la giustizia e il riconoscimento dei loro diritti. La vicenda ha suscitato anche l’interesse di diverse associazioni e movimenti, con l’obiettivo di monitorare da vicino il progresso della situazione e garantire che vengano adottate misure adeguate per prevenire episodi simili in futuro.

Fonti ufficiali: USB, ArciGay Napoli, Dussmann Service.

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