Lo sai come sono nate le carte Napoletane?
Lo sai come sono nate le carte Napoletane?. Tutti Sanno che il gioco delle carte nasce in Cina, ma come arrivano a Napoli?
Lo sai come sono nate le carte Napoletane?. Tutti Sanno che il gioco delle carte nasce in Cina, ma come arrivano a Napoli?
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La diffusione capillare delle carte napoletane in Europa avvenne intorno al 1400 grazie ai rapporti commerciali con l’oriente. Il primo paese in cui entrarono in uso fu la Spagna . Non a caso, le carte ancora oggi utilizzate nelle nostre terre e in tutta la penisola sono dette “a semi sp agnoli” . Sotto la dominazione spagnola e con i Borbone, il mazzo di carte napoletano, composto da 40 elementi, ebbe un tale successo che fu, addirittura, istituita un’imposta di “un carlino per paro di carte” su ogni mazzo che si vendeva o produceva in città. Furono stabilite, inoltre, delle pene molto severe per chi stampava o commercializzava carte da gioco che non riportavano il sigillo reale sul dorso.
La prima documentazione di carte napoletane nota sono i fogli non tagliati di Pietro Ciliberto riportati da S. Mann.
Queste carte , caratterizzate da semi del sistema latino di tipo portoghese, sul 9 di denari riportano il nome “ Pietro Ciliberto ” e sul 4 di coppe la data “1597”. Esse sono state attribuite al Regno di Napoli sia da M. Dummett che da alcune documentazioni riferite dallo scrivente.
Nel XVI e XVII secolo questa tipologia era comune, oltre che nel Regno di Napoli , anche in altre regioni della penisola italiana quali lo Stato Pontificio (1550) e la Sicilia (1639) e, al di fuori dell’Italia, in Spagna (Flores 1560), Portogallo (circa 1600), Anversa (1547) e Malta (Sicilia ? -1693).
Una delle particolarità fondamentali di questa tipologia è la presenza di draghi sugli Assi dei diversi semi.
La descrizione di questa caratteristica, insieme alla conferma dell’uso di carte da gioco con questo disegno nel Regno di Napoli antecedente anche di cinquanta anni la data delle stesse carte, la si trova in un’opera letteraria di Luigi Tansillo il quale, nel Capitolo in lode del gioco del Malcontento del 1547 , cosi scrive:
“ Tantotosto che de l’asso l’uom s’accorge, Come fusse un serpente od un carbone, Di man sei toglie, ed al compagno il porge. E questa credo fusse la cagione, Per che i pittor di carte, che han del dotto Diedero all’asso forme di dragone.”
Sull’uso di questa tipologia in questi territori vi sono due tesi: la prima che sia stata introdotta nel Regno di Napoli (o di Sicilia) dalla Spagna come pattern riservato all’esportazione; la seconda che abbia avuto origine locale in una delle suddette sedi o in Roma.
I documenti esaminati a tale proposito sono:
• il rendiconto dell’amministrazione “in demanio” di Bernardo Buono (1773-1774) che, nella bolla di consegna di tutti gli utensili della fabbrica delle carte da gioco, riporta le seguenti matrici: – 4 pezzi (20) carte da gioco – 2 pezzi (24) Italiane – 1 pezzo (8) x la stampa degli otto e dei nove – 3 pezzi (16) all’uso di Spagna – 2 pezzi(20) x servizio di sua Maestà – 3 pezzi (20) all’uso di Francia;
• il decreto del 17 novembre 1807″per l’affitto della fabbrica e spaccio delle carte da giucco” in cui si fa riferimento a: – carte dette Spagnole – carte dette di Trani – carte all’uso di Marsiglia;
• il contratto del 18 dicembre 1826 per la stampa dei “Fogli a contorno” con la sig. Claudia Guillaut, in cui secondo l’articolo 7, l’appaltatrice era tenuta a produrre solo le seguenti tipologie di carte da gioco:
• Italiane (dette Correnti o carte napoletane ) 40 carte
fonte: cartanapoli-Briganti-Storia di Napoli Enaudi
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