Juventus: Cosa possono e non possono fare i dirigenti Comolli e Chiellini durante la sospensione.

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Bandi per Damien Comolli e Giorgio Chiellini: Le Conseguenze dopo il Derby d’Italia

SASSUOLO, ITALIA – 6 GENNAIO: Damien Comolli, Direttore Generale della Juventus, osserva prima della partita di Serie A tra US Sassuolo Calcio e Juventus FC presso lo Stadio Mapei Città del Tricolore. Recentemente, Comolli e il suo collega Giorgio Chiellini sono stati colpiti da sanzioni dopo il controverso Derby d’Italia contro l’Inter. Questo articolo esplora le ragioni dietro i loro divieti e cosa questi dirigenti possano e non possano fare durante il periodo di sospensione.

Motivi dei Bandi

Il CEO Damien Comolli ha ricevuto una multa di 15.000 euro e un divieto fino alla fine di marzo a causa del suo comportamento verso gli arbitri durante il suddetto incontro. Chiellini, d’altra parte, è stato sospeso fino alla fine di febbraio. La decisione del giudice sportivo italiano è stata presa in seguito a un comportamento che ha visto Comolli adottare un atteggiamento aggressivo e intimidatorio nei confronti dell’arbitro all’uscita dall’intervallo, cercando a più riprese un contatto fisico. Grazie all’intervento dell’allenatore juventino e di altri membri dello staff, si è evitato un contatto diretto.

Comolli ha anche fatto commenti “seriamente offensivi” nei confronti dell’arbitro e ha reiterato tale comportamento al di fuori degli spogliatoi. Chiellini, invece, è stato sanzionato per aver contestato in modo irrispettoso le decisioni arbitrali, sempre nel tunnel, e per aver espresso osservazioni critiche e offensive nei confronti dei direttori di gara.

Le azioni dei dirigenti della Juventus sono state scatenate dal secondo cartellino giallo mostrato a Pierre Kalulu, decisione che si è poi rivelata errata. Secondo Gianluca Rocchi, designatore arbitrale, Kalulu non meritava il cartellino rosso, poiché Alessandro Bastoni dell’Inter, già ammonito, avrebbe simulato un fallo.


Cosa Possono Fare Comolli e Chiellini Durante le Sospensioni?

In base all’articolo 9 del Codice di Giustizia Sportiva, i dirigenti sospesi non possono rappresentare la loro squadra in eventi nazionali e internazionali. Inoltre, sono espressamente proibiti dall’interagire con gli organi federali, dall’entrare negli spogliatoi nei giorni di partita e dall’incontrare giocatori, membri del club o agenti. Queste restrizioni potrebbero avere impatti significativi, specialmente durante il periodo di mercato.

Ad esempio, Comolli e Chiellini non potranno approvare nuovi trasferimenti né tenere colloqui con gli agenti dei calciatori su potenziali rinnovi. Questo è particolarmente rilevante per Weston McKennie, il cui contratto scade nel 2026-27. Un ulteriore impatto potrebbe pertanto riguardare anche altre trattative in corso per il rinnovo di contratti di giocatori chiave.

Malgrado queste limitazioni, Comolli e Chiellini sono autorizzati a svolgere alcune funzioni amministrative all’interno del club e possono anche ancora esercitare il proprio diritto di voto durante le riunioni di club e lega.


Implicazioni Future per la Juventus

Queste sanzioni attualmente sono valide solo in Italia e non è previsto che la FIGC richieda che siano riconosciute a livello internazionale da UEFA o FIFA, come era avvenuto nel caso di Fabio Paratici, il quale ha subito una sospensione di 30 mesi nel 2023. Questo riflette una differenza di approccio nella gestione dei comportamenti disciplinari all’interno del mondo del calcio.

La Juventus, essendo uno dei club più prestigiosi d’Italia e d’Europa, è costantemente sotto i riflettori. La gestione dei dirigenti, specialmente in momenti di alta pressione come i derby, può avere un impatto significativo non solo sulla squadra, ma anche sulla sua reputazione. Le decisioni errate in campo prendono una nuova dimensione quando coinvolgono leader influenti come Comolli e Chiellini.

La situazione attuale mette in luce il bisogno di un comportamento professionale trai dirigenti, poiché ogni azione è scrutinata. Questo è un promemoria che agire con temperanza è fondamentale non solo per la loro carriera personale, ma anche per il futuro del club.

In conclusione, i divieti imposti a Comolli e Chiellini servono come un campanello d’allarme per tutti i dirigenti sportivi: il fair play va ben oltre il campo e comprende tutte le interazioni, sia dentro che fuori dal terreno di gioco. Le sanzioni attuali sono un test per la Juventus che dovrà affrontare la situazione con responsabilità per garantire il suo posto di prestigio nel mondo del calcio.

Fonti: Gazzetta dello Sport; FIGC; Gianluca Rocchi, Designatore Arbitrale.

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