Gazzetta dello Sport: Arbitri rimandati “Sbagliata la decisione su Vergara”
Non era calcio di rigore il contatto tra Cornet e Vergara in Genoa-Napoli. È questa la posizione ufficiale emersa a “Open Var” su Dazn, come riportato da Matteo Dalla Vite sulla Gazzetta dello Sport. La “strisciata” del difensore rossoblù sul collo del piede dell’attaccante azzurro non era da massima punizione.
Secondo quanto analizzato nel programma e ripreso da Matteo Dalla Vite sulla Gazzetta dello Sport, si è trattato di un episodio di dinamica di gioco, non di un fallo chiaro ed evidente. A spiegarlo è Dino Tommasi, componente della CAN: «Richiamare Massa non è stato corretto con il senno di poi per un motivo molto semplice: la “On-Field Review” viene effettuata in caso di errore chiaro. Qui è un movimento di gioco, di dinamica, quindi l’OFR è errata. Deve essere chiamata solo per dare un rigore che manca o toglierne uno che non c’è».
Arbitro dell’incontro Massa, al Var Di Bello con Fabbri Avar. Proprio in sala Var, secondo la ricostruzione riportata da Matteo Dalla Vite sulla Gazzetta dello Sport, ci sarebbe stato un errore di valutazione: «È una semplice strisciata accidentale – continua Tommasi –. Il fallo deve essere un fallo chiaro, in una contesa del pallone, un fallo in ritardo. Lo “step on foot” ha una matrice originale di imprudenza. Qui è un errore valutativo che abbiamo fatto. Di Bello e Fabbri si fanno attrarre dal contatto, ma è una semplice presa di posizione, un movimento del tutto accidentale da parte di Cornet, non c’è assolutamente fallo».
Il Genoa, dal canto suo, ha espresso soddisfazione per la trasparenza della CAN: «La trasparenza palesata dai vertici tecnici arbitrali della CAN nel valutare la dinamica di gioco tra Cornet e Vergara, come gli episodi di Lazio-Genoa, rappresenta per il nostro club un segnale di onestà intellettuale e di professionalità».
L’analisi di “Open Var” non si è fermata qui. Come evidenzia ancora Matteo Dalla Vite sulla Gazzetta dello Sport, restano dubbi su altri episodi: l’espulsione di Pobega, giudicata severa ma legata alla «gamba tesa» e alla «tacchettata per fermare l’avversario», e soprattutto il contatto tra Gila e Cabal, inizialmente non considerato da rigore.
Su quest’ultimo caso, la spiegazione è più articolata: «Se dopo lo scarico del pallone c’è un contatto anche solo negligente e il giocatore non può più intervenire nell’azione, si prosegue. In questo caso però il pallone resta a McKennie che può chiudere un eventuale triangolo, ed è questo l’elemento che porta a una matrice di punibilità». Un rigore che, secondo la ricostruzione tecnica, poteva essere assegnato fin da subito.
Infine, resta aperto il tema del confronto tra tecnici e CAN. L’incontro annuale, solitamente previsto a inizio stagione per chiarire le linee guida arbitrali, non si è ancora svolto. Come sottolinea Matteo Dalla Vite sulla Gazzetta dello Sport, potrebbe tenersi a marzo. Oppure no. Attendere, prego.
