Corriere dello Sport: “Vergara al top”
NAPOLI – Nella notte amara dell’eliminazione in Coppa Italia, tra delusione e rigori fatali, resta una certezza luminosa: Antonio Vergara. Ancora lui, ancora decisivo al Maradona. Come racconta Fabio Tarantino sul Corriere dello Sport, il suo gol è «una luce purissima a Fuorigrotta», il terzo centro consecutivo in casa dopo quelli contro Chelsea e Fiorentina.
Il pareggio a inizio ripresa aveva riacceso le speranze del Napoli. Vergara raccoglie il velo intelligente di Hojlund e, dal limite, con Butez in uscita, piazza il mancino sul palo lontano. Un gesto tecnico che sembra semplice ma non lo è affatto. Come sottolinea Fabio Tarantino sul Corriere dello Sport, è la specialità della casa: inserimento verticale e freddezza in zona gol. Il Maradona esplode, lui corre sotto la curva e conferma di vivere il momento più intenso della sua giovane carriera.
Non è solo una questione di reti. La prova di Vergara va oltre il tabellino. Recuperi in scivolata, pressing continuo, palloni strappati con rabbia e intelligenza tattica: una prestazione totale che ha strappato applausi convinti anche al momento della sostituzione. Come evidenzia ancora Fabio Tarantino sul Corriere dello Sport, avrebbe voluto calciare uno dei rigori, non si sarebbe tirato indietro, ma ha vissuto la lotteria dal dischetto con i compagni, tra speranza e amarezza.
Dal 28 gennaio a oggi, dal gol al Chelsea fino a quello contro il Como, Vergara è diventato l’uomo simbolo del Napoli. Tre reti in tre competizioni diverse – Champions, Serie A e Coppa Italia – più il rigore procurato a Marassi contro il Genoa. Numeri e continuità che raccontano la sua ascesa.
Tatticamente si muove ovunque. Parte a sinistra, poi si sposta a destra dopo i cambi, ma il gol nasce da un movimento senza etichetta, da attaccante puro: lettura dello spazio, tempismo, freddezza. Una maturità calcistica sorprendente per un 23enne che sta vivendo un sogno con la maglia della squadra del cuore.
Vergara da Frattamaggiore è una storia che profuma di lavoro e sacrificio. Come ribadisce Fabio Tarantino sul Corriere dello Sport, è l’emblema di un talento cresciuto in silenzio, con i piedi ben piantati a terra e la testa già da leader. Il Napoli è uscito dalla Coppa, ma ha trovato una certezza su cui costruire il futuro.
