Corriere dello Sport: “Napoli, crisi senza fine: Allegri crolla anche a Venezia. Cinque sconfitte in nove partite, scudetto sempre più lontano”
Il Napoli sprofonda in una crisi sempre più preoccupante. La sconfitta per 1-0 contro il Venezia, arrivata pochi giorni dopo il ko in Champions League contro il Villarreal, certifica le difficoltà della squadra di Massimiliano Allegri. Come evidenzia Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, gli azzurri hanno incassato la quinta sconfitta nelle prime nove partite ufficiali della stagione, la terza in sette giornate di campionato, mostrando problemi che non riguardano soltanto il gioco, ma anche la tenuta caratteriale.
Il dato più allarmante è proprio l’incapacità del Napoli di reagire nei momenti decisivi. Al Penzo gli azzurri hanno dominato sul piano statistico, chiudendo con il 70,7% di possesso palla, 29 conclusioni contro 9 e 10 tiri nello specchio rispetto ai 4 del Venezia. Numeri che non sono bastati a evitare una sconfitta maturata contro una squadra reduce da sei ko consecutivi e ancora ferma a zero punti prima della sfida.
Secondo quanto sottolinea Fabio Mandarini sulle pagine del Corriere dello Sport, a condannare il Napoli sono stati ancora una volta gli errori individuali e la scarsa concretezza offensiva. Una disattenzione di Rrahmani ha favorito il gol decisivo di Akor Adams, mentre Kevin De Bruyne ha fallito il calcio di rigore del possibile pareggio, trovando sulla propria strada un Filip Stankovic insuperabile.
Il portiere del Venezia è stato il grande protagonista della giornata con nove parate, suo record personale. Una prestazione che ha ricordato quanto accaduto nel dicembre 2024, quando aveva già neutralizzato un rigore a Romelu Lukaku. Stavolta a fermarsi dagli undici metri è stato De Bruyne, aumentando la sensazione di difficoltà che accompagna il Napoli anche nei suoi uomini di maggiore esperienza.
Come analizza Fabio Mandarini del Corriere dello Sport, la sconfitta assume un peso ancora maggiore considerando la situazione del Venezia. Davide Nicola, arrivato dopo l’esonero di Giovanni Stroppa, ha avuto pochissimo tempo per preparare la partita, ma è riuscito a dare immediatamente organizzazione e intensità alla squadra. Il suo 5-3-2 ha garantito solidità difensiva, pressione e ripartenze, consentendo ai lagunari di conquistare una vittoria fondamentale.
Sul fronte azzurro, invece, il turnover di Allegri non ha prodotto le risposte attese. Lorenzo Lucca ha deluso, Giovane non è riuscito a incidere con continuità e McTominay è apparso lontano dai suoi livelli abituali. Neppure gli ingressi di De Bruyne, Hojlund, Alisson Santos e Politano sono bastati a cambiare il risultato.
Resta soprattutto il problema della finalizzazione. Il Napoli costruisce occasioni, ma fatica a trasformarle in gol, confermando una lacuna che, secondo il quotidiano, Allegri aveva chiesto di correggere durante il mercato estivo senza ottenere il rinforzo offensivo desiderato.
I numeri della crisi sono pesanti anche sul piano storico. Il Napoli ha già eguagliato il numero di sconfitte incassate nelle precedenti 29 partite e non perdeva contro una neopromossa in Serie A dal febbraio 2025, quando era stato battuto dal Como. In campionato il distacco dalla vetta è salito a nove punti, rendendo sempre più complicata la rincorsa allo scudetto.
Come conclude Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, Allegri continua a mostrarsi fiducioso, ma adesso serve una reazione immediata. Martedì al Maradona arriverà il Bodø/Glimt per una sfida di Champions League fondamentale nella corsa ai playoff, mentre sabato sarà la Roma a presentarsi a Fuorigrotta.
Il Napoli non può più permettersi passi falsi: dopo cinque sconfitte in nove partite, ritrovare risultati, solidità e concretezza è diventata una necessità.
