«Chi ha sbagliato dovrà chiedere perdono a Domenico»: la madre chiede verità

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«Chi ha sbagliato dovrà chiedere perdono a Domenico. È arrivato il momento della verità. Adesso, veramente, basta».

Sono parole cariche di dolore e determinazione quelle pronunciate da Patrizia, madre del piccolo Domenico, il bambino morto dopo due mesi di ricovero al Monaldi di Napoli in seguito a un trapianto di cuore. A raccogliere il suo sfogo è la Repubblica Napoli, che racconta il passaggio dalla battaglia clinica a quella giudiziaria.

Il piccolo, definito dalla madre «un guerriero», era stato sottoposto a trapianto il 22 dicembre. «Alle dieci di sera ci dissero che era disponibile un cuore. La mattina entrò in sala operatoria», ricostruisce la donna a la Repubblica Napoli. Ma qualcosa non andò come previsto: «Mi chiamarono dicendo che il cuore non partiva. Mi spiegarono che sarebbe stato attaccato all’Ecmo e inserito in lista per un nuovo trapianto».

L’inchiesta e i dubbi

Secondo quanto riportato da la Repubblica Napoli, Patrizia avrebbe appreso solo dai giornali la notizia del presunto danneggiamento dell’organo durante il trasporto. «Quando ho letto non credevo si trattasse di mio figlio. Poi una dottoressa mi ha detto che aveva aperto un’inchiesta interna e che non poteva dirmi nulla».

L’avvocato della famiglia ha ipotizzato una possibile riqualificazione del reato in omicidio volontario con dolo eventuale, ma la madre resta cauta: «Non attribuirò colpe finché non conoscerò la verità. Ma qualcuno dovrà pagare».

Il consulto nazionale, nei giorni successivi, avrebbe escluso la possibilità di un secondo trapianto. «È venuto da me e mi ha detto che non si poteva intervenire e che non avrebbe dovuto insistere», racconta ancora la donna, riferendosi al primario che aveva eseguito il primo intervento.

«Voglio giustizia per mio figlio»

Patrizia non parla di vendetta, ma di giustizia. «Non sto dando la colpa a nessuno. Voglio solo la verità. Quando uscirà fuori si saprà chi ha sbagliato».

Intanto la famiglia annuncia la volontà di costituire una fondazione in memoria di Domenico per aiutare altri bambini e mette in guardia contro eventuali tentativi di truffa con false raccolte fondi online.

Davanti alla loro abitazione è comparso uno striscione: «Domenico, perdonaci».

«Non è rivolto alla gente comune – precisa la madre a la Repubblica Napoli – ma a chi ha sbagliato».

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