De Laurentiis attacca il sistema: «Serie A a 16 squadre per salvare il calcio italiano»
Il calcio italiano è di nuovo sotto accusa e Aurelio De Laurentiis torna a far sentire la propria voce con una proposta netta e controcorrente. Intervenuto ai microfoni di Radio CRC, il presidente del Napoli ha analizzato il momento critico del movimento, indicando nella riforma dei campionati la chiave per invertire la rotta.
Per De Laurentiis il problema principale è chiaro: si gioca troppo. Un calendario eccessivamente fitto che, a suo dire, penalizza i calciatori e riduce la qualità complessiva del sistema. Da qui la proposta di tornare a una Serie A a 16 squadre, come in passato, per alleggerire il carico e restituire centralità alla preparazione atletica e tecnica.
Una riforma che avrebbe anche un impatto diretto sulla Nazionale. L’idea è quella di garantire più tempo di lavoro agli azzurri, arrivando addirittura a dedicare due mesi alla preparazione, così da colmare il gap con le altre grandi realtà europee.
Il presidente azzurro non risparmia critiche al sistema attuale, definito immobile e incapace di evolversi. Secondo De Laurentiis, il calcio italiano vive una fase di stagnazione, dove manca il coraggio di prendere decisioni strutturali e si preferisce mantenere equilibri che non producono risultati.
Nel suo intervento, emerge anche il tema economico: i club investono cifre importanti sui calciatori, senza avere adeguate garanzie quando questi vengono impiegati con le nazionali. Un aspetto che, secondo il numero uno del Napoli, andrebbe regolamentato con maggiore attenzione.
Infine, uno sguardo al futuro della governance del calcio italiano, con l’auspicio di un cambiamento radicale. L’idea è quella di ripartire da zero per costruire un sistema più moderno, competitivo e sostenibile.
Un intervento che riapre il dibattito su una riforma attesa da anni, tra esigenze sportive, economiche e organizzative.
