Napoli, Fedele: «Champions minimo sindacale. Questa stagione lascia dei rimpianti»
L’ex dirigente Enrico Fedele ha analizzato la stagione del Napoli intervenendo alla trasmissione “Febbre a 90” su Vikonos Web Radio/Tv, soffermandosi sugli obiettivi degli azzurri, sulla gestione degli infortuni e sulle prospettive future della squadra di Antonio Conte.
«Champions obiettivo minimo»
Secondo Fedele, la qualificazione alla prossima Champions League rappresenta il traguardo minimo per il Napoli.
«Fino a un certo punto possiamo parlare di stagione con dei rimpianti. Il Napoli aveva grandi aspettative, ma io non approvavo la campagna acquisti: mancava il sostituto di Kvara, di Anguissa e di Di Lorenzo».
L’ex dirigente ha sottolineato anche il peso degli infortuni durante la stagione.
«Gli infortuni hanno portato all’eliminazione dalla Coppa dei Campioni e dalla Coppa Italia. È stata vinta la Supercoppa, ma arrivare in Champions mi sembra il minimo sindacale».
La corsa al secondo posto
In vista della sfida contro il Lecce, Fedele invita il Napoli a pensare prima di tutto alla classifica.
«Prima bisogna blindare il terzo posto. Dietro ci sono Como, Roma e Juventus. Il secondo posto è ancora possibile, ma resta un campionato non esaltante: si poteva fare molto meglio».
Gli infortuni e le responsabilità
Fedele ha parlato anche della gestione fisica della squadra.
«C’è stato un superlavoro in ritiro, questo è fuori discussione. Il Napoli ha un’età media alta e lo staff medico è lo stesso da anni. A fine stagione bisognerà fare riflessioni serie e ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità».
Il giudizio su Conte
L’ex dirigente ha espresso anche un giudizio sull’allenatore azzurro.
«Conte era un giocatore di grande fatica e da allenatore ha portato lo stesso insegnamento. Entra nella testa dei calciatori, però non è un manager: è più un direttore del personale scelto dalla società».
La sorpresa Alisson Santos
Infine un commento su Alisson Santos, uno dei giovani più interessanti della rosa.
«È molto interessante. I cavalli vincenti si vedono al traguardo, ma le premesse ci sono tutte».
