Trasferte vietate, Chiacchio spiega il doppio binario: “Casi diversi tra Inter e Napoli-Lazio”
Dopo gli episodi di violenza che hanno coinvolto tifoserie e ordine pubblico, il tema dei divieti di trasferta torna al centro del dibattito. A fare chiarezza sulle differenti sanzioni adottate è l’avvocato Eduardo Chiacchio, esperto di diritto sportivo e presidente della Commissione di diritto sportivo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli.
Nel caso di Cremonese-Inter, il lancio di un petardo che ha colpito il portiere Emil Audero ha portato a un divieto di trasferta per tre gare ai tifosi nerazzurri. Una misura che appare più contenuta rispetto a quella adottata per Napoli e Lazio, i cui sostenitori non potranno seguire la squadra in trasferta fino al termine della stagione.
Secondo Chiacchio, la differenza è sostanziale:
l’episodio di Cremona viene definito isolato, riconducibile a un singolo tifoso già arrestato, avvenuto all’interno dello stadio e senza gravi conseguenze sull’ordine pubblico. Inoltre, l’Inter ha collaborato attivamente con le autorità, circostanza che ha portato anche a una sanzione economica limitata (ammenda da 5.000 euro).
Diverso, invece, quanto accaduto sull’autostrada A1 tra i tifosi di Napoli e Lazio. Gli scontri, avvenuti fuori dal perimetro degli stadi e in un contesto non controllabile, hanno generato gravi rischi per la sicurezza pubblica, bloccando la circolazione e coinvolgendo automobilisti estranei ai fatti. In questo caso si parla di violenza collettiva, elemento che ha reso inevitabile un provvedimento più severo.
“La proporzionalità delle sanzioni – spiega Chiacchio – risponde alla tutela dell’ordine pubblico. Non si tratta di disparità di trattamento, ma di situazioni profondamente diverse per contesto, gravità e impatto sulla sicurezza”.
Una distinzione netta che chiarisce il motivo del doppio binario adottato dalle autorità sportive e di pubblica sicurezza.
