Repubblica: “De Laurentiis-Conte fino al 2027. L’emergenza non spacca il Napoli”

De Laurentiis: "Ho corteggiato Conte per un anno, ora sono contento"

NAPOLI – Manca ancora la voce di Aurelio De Laurentiis. Come sottolinea Marco Azzi su Repubblica Napoli, il presidente è atteso oggi a Palazzo San Macuto per un’audizione davanti alla Commissione Antimafia sui possibili legami tra club e criminalità organizzata. Ma più che l’appuntamento istituzionale, i tifosi azzurri attendono un segnale pubblico in un momento delicatissimo della stagione.

Finora De Laurentiis ha scelto il silenzio, lasciando la prima linea ad Antonio Conte. Dopo l’eliminazione ai rigori contro il Como in Coppa Italia, il tecnico ha rivendicato il lavoro svolto: «In sette mesi abbiamo vinto scudetto e Supercoppa: noi due titoli, altri zero». Parole che, come evidenzia Marco Azzi su Repubblica Napoli, raccontano una sindrome da accerchiamento maturata dentro una stagione segnata da infortuni, mercato bloccato, trasferte vietate ed errori arbitrali.

Proprio martedì contro il Como è esploso un nuovo caso: gli insulti di Conte all’arbitro Manganiello («Testa di c…») sono stati ripresi dalle telecamere. Nel referto non c’è traccia dell’episodio, ma la Procura Federale sta valutando l’apertura di un’indagine. Una multa appare più probabile di una squalifica, ma il clima resta pesante.

Il Napoli è fuori da Champions e Coppa Italia. Due eliminazioni ravvicinate che hanno scosso il Maradona, gremito da 50 mila spettatori increduli. Come racconta Marco Azzi su Repubblica Napoli, il “Dream Team” costruito in estate attorno a Kevin De Bruyne si è trasformato strada facendo nella squadra resiliente di Antonio Vergara. Il talento cresciuto nel vivaio ha segnato in tre competizioni ed è diventato il simbolo di un gruppo falcidiato dagli infortuni.

A Castel Volturno l’infermeria è affollata: De Bruyne, Anguissa, Gilmour, Neres e ora Di Lorenzo. McTominay è stato gestito con prudenza dopo il problema muscolare accusato a Genova. Sugli altri, i tempi restano incerti.

Conte non nasconde che qualcosa non abbia funzionato: «A fine stagione faremo le valutazioni». Gli infortuni dei big – Lukaku su tutti, lontano dalla migliore condizione e protagonista negativo dal dischetto contro il Como – hanno inciso profondamente.

Come ribadisce Marco Azzi su Repubblica Napoli, il Napoli si ritrova a dover arrangiarsi con le forze residue fino a maggio. La Supercoppa resta l’unico trofeo in bacheca, ma la corsa su più fronti si è rivelata insostenibile in un’annata segnata da undici rigori contro e da una gestione arbitrale contestata.

De Laurentiis tace. Conte resiste. Il contratto del tecnico scade nel 2027 e il presidente non sembra intenzionato a lasciarlo andare. Tra polemiche e emergenza continua, il Napoli prova a non affondare. La tempesta è in corso, ma la stagione non è ancora finita.

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