Piazzale Tecchio e via V. Emanuele cambiano nome in Ascarelli e Valenzi.

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Ordine del giorno del PD approvato in consiglio comunale

Mercoledì 25 marzo 2026, Napoli. Il consiglio comunale ha approvato un importante ordine del giorno proposto dal gruppo consiliare del Partito Democratico. Questo provvedimento intende impegnare il Sindaco e la giunta a intitolare piazzale Tecchio, situato a Fuorigrotta, a Giorgio Ascarelli, mentre via Vittorio Emanuele III sarà intitolata all’ex sindaco Maurizio Valenzi.

Il valore della memoria storica

Questa iniziativa ha ricevuto un positivo riscontro dalla Fondazione Valenzi e da numerosi intellettuali locali, sottolineando l’importanza di riconoscere le figure storiche che hanno effettivamente contribuito al progresso della città. Come affermato dal capogruppo Gennaro Acampora, “Giorgio Ascarelli è un simbolo di prestigio per Napoli. È fondamentale sostituire il nome di un dirigente fascista, proponente delle leggi razziali, con un nome che riflette i valori di libertà e democrazia per cui molti hanno lottato.” La discussione si è focalizzata anche sull’intitolazione di via Vittorio Emanuele III, segnalando la necessità di rimuovere l’omaggio a un sovrano che ha agevolato l’ascesa di Mussolini.

La volontà di modificare la denominazione di questi luoghi pubblici è emersa già diversi anni fa, sostenuta da un’ampia coalizione di associazioni civiche, tifosi e cittadini. La proposta aveva trovato il consenso della comunità, ma nel 2020 era stata ostacolata dalla Commissione toponomastica, creando una frustrazione diffusa tra coloro che desideravano commemorare figure storiche positive per la città. Questo provvedimento rappresenta quindi non solo un atto simbolico ma anche un passo concreto verso il riconoscimento di valori civili e democratici.


Implicazioni culturali e sociali

Il passaggio del consiglio comunale segna una svolta dal punto di vista culturale. Intitolare luoghi pubblici a figure come Giorgio Ascarelli e Maurizio Valenzi non è soltanto un atto di riconoscenza, ma anche una leva per educare le nuove generazioni. Queste intitolazioni possono contribuire a rafforzare l’identità civica e permettere ai cittadini di riflettere sulle proprie radici storiche.

Ascarelli, in particolare, è noto non solo per il suo ruolo di imprenditore, ma anche per il suo impegno nelle iniziative comunitarie. La sua capacità di coniugare l’imprenditorialità con il sociale è una lezione importante per le attuali e future generazioni. Dall’altra parte, Maurizio Valenzi, sindaco tra il 1975 e il 1983, ha guidato la città durante un periodo di grande cambiamento e innovazione. Il suo operato ha lasciato un segno indelebile nella vita urbana e sociale di Napoli, e la sua intitolazione rappresenta un modo per ricordare l’importanza di un’amministrazione attenta e ricca di valori.

Il capogruppo Acampora ha dichiarato: “Riteniamo necessario sostituire i nomi che evocano un passato oscuro della nostra storia con quelli di leader che hanno promosso approcci più inclusivi e positivi. Siamo convinti che queste scelte incontrino il favore di tutta la cittadinanza.” Questa affermazione riflette l’auspicio che il cambiamento serva come fonte di ispirazione e consapevolezza collettiva.


Il futuro della toponomastica a Napoli

Con l’approvazione di questo ordine del giorno, si apre una nuova fase per la toponomastica a Napoli. L’auspicio è che questo rappresenti solo l’inizio di un percorso più ampio di revisione e riqualificazione dei nomi delle strade e dei piazzali cittadini. La questione della toponomastica ha implicazioni dirette sulla memoria collettiva e sul modo in cui le future generazioni percepiranno la propria storia. È un momento storico che permette di riflettere su quali valori vogliamo trasmettere e quali esempi vogliamo mettere in evidenza.

Il dibattito che ne seguirà è certo di essere acceso e coinvolgerà diverse voci della società civile. È fondamentale che la cittadinanza si senta partecipe nel processo decisionale e che ogni proposta di intitolazione venga valutata attentamente, tenendo ben presente il contesto storico e i valori che si vogliono rappresentare.

Fonti ufficiali come il sito del Comune di Napoli e comunicati stampa del Partito Democratico local hanno documentato l’andamento della vicenda, dando visibilità a un tema di grande rilevanza sociale e politica. L’attenzione ai dettagli e il rispetto della memoria storica sono elementi che devono caratterizzare ogni intervento futuro in questo ambito.

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