Morte di Domenico: i pm e il Nas ascoltano la dg Iervolino per accertamenti.

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Indagini sulla Tragica Morte del Piccolo Domenico Caliendo

Napoli, 2 aprile 2026 – La Procura di Napoli e i carabinieri del Nas continuano ad indagare sul decesso del piccolo Domenico Caliendo, avvenuto dopo un trapianto di cuore effettuato presso l’ospedale Monaldi il 23 dicembre 2025. In questo contesto, oggi è stata ascoltata Anna Iervolino, la direttrice generale dell’Azienda dei Colli, come persona informata sui fatti. È importante sottolineare che Iervolino non risulta indagata, ma ha fornito chiarimenti utili agli inquirenti.

Durante il suo colloquio di circa un’ora con gli inquirenti, Iervolino ha risposto a numerose domande, affrontando vari aspetti legati alla documentazione acquisita nelle indagini. In particolare, l’attenzione si è concentrata sui protocolli e sui corsi di formazione inerenti l’uso dei contenitori monouso utilizzati dai medici per il trasporto degli organi destinati ai trapianti. Questo elemento è considerato cruciale nel quadro investigativo, poiché il corretto utilizzo di tali contenitori può influire sulla riuscita dell’intervento chirurgico.

Le Accuse nei Confronti dei Medici dell’Ospedale Monaldi

Il procedimento è coordinato dal sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, attualmente in servizio presso la VI sezione, sotto la guida del procuratore aggiunto Antonio Ricci. Negli scorsi giorni, sono stati iscritti nel registro degli indagati sette medici dell’ospedale Monaldi con l’accusa di omicidio colposo in concorso. Tra questi medici il cardiochirurgo Guido Oppido e la sua vice Emma Bergonzoni, accusati anche di aver falsificato la cartella clinica del piccolo Domenico.

Entrambi i medici sono stati sottoposti a interrogatorio preventivo su richiesta degli investigatori, i quali hanno avanzato la richiesta di interdizione. L’epilogo di questa vicenda dipenderà dalla decisione del giudice per le indagini preliminari Mariano Sorrentino, il quale si troverà a dover valutare la posizione dei sanitari coinvolti.


Questa indagine è uno dei casi più delicati che ha scosso la sanità campana negli ultimi mesi. La morte del bambino ha suscitato grande preoccupazione tra le famiglie e richieste di chiarimenti approfonditi su come vengono gestiti i trapianti di organi nel nostro paese. I magistrati stanno raccogliendo testimonianze e prove per accertare eventuali responsabilità sia nel trasferimento degli organi sia nel loro utilizzo durante gli interventi chirurgici.

Le indagini proseguiranno per garantire la massima trasparenza e chiarezza riguardo a tutte le fasi del processo, specialmente in un ambito così delicato come quello della salute dei bambini. La comunità scientifica e la società civile attendono aggiornamenti sulla situazione, mentre si susseguono le richieste di migliorare i protocolli relativi alla donazione e al trapianto di organi.

Il caso ha suscitato un acceso dibattito, non solo tra i professionisti del settore, ma anche tra i cittadini, i quali chiedono maggiore responsabilità da parte delle istituzioni sanitarie. Si spera che questa vicenda possa portare a una revisione delle attuali procedure, con l’obiettivo di evitare che tragedie simili si ripetano in futuro.

Per ulteriori informazioni, è possibile consultare le fonti ufficiali fornite dalla Procura di Napoli e dall’Azienda dei Colli, dove sono disponibili aggiornamenti sull’andamento dell’inchiesta e sui provvedimenti presi in seguito alla morte del piccolo Domenico.

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