L’ultimo saluto al piccolo Domenico: folla e applausi a Nola, la piazza canta “Guerriero”
È il giorno del dolore per Nola e per tutta l’Italia. Nella cattedrale della città si sono svolti i funerali del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e mezzo morto dopo il trapianto di un cuore risultato danneggiato durante il trasporto dall’ospedale di Bolzano al Monaldi di Napoli.
Una tragedia che ha commosso il Paese intero e che ha riunito centinaia di persone nel Duomo per l’ultimo saluto al bambino, definito dalla madre Patrizia il suo “piccolo guerriero”.
Il dolore della madre: «Ora piangiamo Domenico, poi chiederemo giustizia»
La giornata si è aperta alle 11 con l’apertura della camera ardente, mentre i funerali sono stati celebrati alle 15 dal vescovo Francesco Marino, alla presenza del cardinale di Napoli Mimmo Battaglia, che è rimasto vicino alla famiglia durante i due mesi di calvario del piccolo.
Nel suo messaggio, la madre Patrizia ha ricordato il figlio davanti alla folla commossa.
«È arrivato il momento di piangere Domenico. Poi ricominciamo a combattere per ottenere giustizia».
Dal pulpito del Duomo la donna ha ringraziato le istituzioni e tutte le persone accorse per l’ultimo saluto.
«Ringrazio la presidente del Consiglio, il presidente della Regione, il sindaco, il vescovo e il cardinale Battaglia. Se oggi si è mossa tutta questa folla è solo grazie a Domenico, al suo sorriso, ai suoi occhioni, alla sua dolcezza. Ci sta abbracciando tutti, spero non sia l’ultimo giorno che lo pensiamo, che possiamo serbarlo in un angolo del nostro cuore. Ti amo cuore di mamma».
Presente anche la premier Meloni
Alla cerimonia ha partecipato anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha più volte abbracciato la madre del bambino durante la liturgia. Al termine della funzione la premier ha salutato la famiglia e ha lasciato la cattedrale per rientrare a Roma.
Presenti anche il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il prefetto e diverse autorità locali, ma soprattutto una folla di cittadini arrivati per stringersi intorno alla famiglia Caliendo.
Applausi e palloncini bianchi
All’uscita del feretro dalla cattedrale, la piazza ha tributato al piccolo Domenico un lungo applauso. In cielo sono stati lanciati centinaia di palloncini bianchi, mentre dagli altoparlanti è partita la canzone “Guerriero” di Marco Mengoni, scelta come simbolo della forza con cui il bambino ha affrontato la malattia.
Tra la folla si sono levate anche voci che chiedono giustizia per quanto accaduto.
«Giustizia. Se Dio esiste pagheranno per quello che hanno fatto».
E ancora:
«Passatevi la mano sulla coscienza, tutti. Anche le istituzioni».
Un addio carico di dolore ma anche di promesse: quella di continuare a ricordare Domenico e di fare luce su una vicenda che ha segnato profondamente l’opinione pubblica.
