Corriere dello Sport, Mandarini: «Vergara, il talento del Napoli che chiama la Nazionale: italiano vero del futuro»

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Antonio Vergara non è più una sorpresa. Sei mesi fa, al debutto in Serie A durante Juventus-Napoli, l’arbitro Mariani si rivolse a lui in inglese, ricevendo una risposta diventata subito virale: «Sono italiano, prima cosa…». Oggi, scrive Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, tutti conoscono perfettamente il talento del 23enne del Napoli, diventato una delle speranze anche per il futuro della Nazionale.

Il suo ingresso a Marassi contro il Genoa ha rappresentato l’ennesima conferma. Vergara è entrato dalla panchina e ha costruito con Kevin De Bruyne la coppia decisiva per il successo azzurro: assist di tacco per il gol dello 0-1 del belga e rete personale dello 0-2 proprio su suggerimento di KDB.

Mandarini: Vergara decisivo in 8 degli ultimi 17 gol

I numeri evidenziati da Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport raccontano la crescita del giovane napoletano. Nelle ultime dieci partite Vergara ha partecipato direttamente a 8 delle 17 reti realizzate dal Napoli, mettendo insieme 4 gol, 3 assist e un rigore procurato.

La svolta era arrivata il 28 gennaio contro il Chelsea in Champions League. Vergara segnò il suo primo gol con il Napoli al Maradona, impreziosendo l’azione con una spettacolare ruleta all’interno dell’area.

Soltanto tre giorni prima, a Torino, era avvenuto il curioso episodio con Mariani. Due momenti ravvicinati che, secondo il racconto del Corriere dello Sport, contribuirono a far conoscere definitivamente Vergara al grande pubblico.

Da Frattamaggiore al Napoli

Mandarini sottolinea soprattutto le origini del calciatore: Vergara è napoletano, cresciuto nel settore giovanile del Napoli e nato a Frattamaggiore, la stessa città di Lorenzo Insigne.

Il Corriere dello Sport ne evidenzia anche carattere e professionalità: personalità, fame, cultura del lavoro e qualità tecniche sono gli elementi che hanno accompagnato la sua crescita fino alla prima squadra.

Durante l’estate Vergara è stato inoltre uno dei primi giocatori a entrare nel «laboratorio» tattico di Massimiliano Allegri. Il tecnico gli ha illustrato movimenti e caratteristiche necessarie per interpretare il ruolo di mezzala d’assalto, sfruttandone passo, tecnica, capacità di inserimento e senso del gol.

Allegri lo prova mezzala, a Genova torna ala

A Marassi, però, Allegri ha scelto un’altra soluzione. Vergara è subentrato a Politano occupando la posizione di ala destra nel 4-3-3, tornando così a un ruolo già interpretato ai tempi della Reggiana.

La definizione proposta da Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport è quella di un centrocampista offensivo moderno, capace di ricoprire più posizioni e ancora con importanti margini di crescita. Dopo aver lavorato per una stagione con Conte, ora Vergara potrà continuare il proprio percorso sotto la guida di Allegri.

Vergara chiama Mancini e la Nazionale

E sullo sfondo c’è proprio l’Italia. Dopo aver sfiorato la Nazionale con Gattuso, Vergara punta ora a convincere il ct Roberto Mancini.

Le prossime partite rappresenteranno una vetrina importante: fino al 20 settembre il Napoli affronterà Como, Inter, Bologna e Fiorentina, appuntamenti nei quali il 23enne proverà a guadagnarsi le prime convocazioni.

La crescita è stata rapidissima. Dal curioso «Sono italiano, prima cosa…» pronunciato davanti alla RefCam fino alle giocate decisive accanto a De Bruyne. Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport sintetizza così la nuova dimensione del talento azzurro: «Si scrive Vergara, si legge italiano vero del futuro».