Castello: respinto ricorso dei Polese, chiusura definitiva per La Sonrisa e stop licenze.

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Revoca della Licenza per il Grand Hotel La Sonrisa

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dalla famiglia Polese riguardo la revoca della licenza per le attività alberghiere e di ristorazione del Grand Hotel La Sonrisa, noto anche come Castello delle Cerimonie. Questa decisione rappresenta uno dei momenti decisivi nella controversa vicenda legale che ha visto coinvolto l’hotel di Sant’Antonio Abate, un luogo simbolo della cultura e della tradizione campana.

Il Provvedimento del Comune e la Difesa dei Polese

La pronuncia della Settima Sezione dei magistrati ha confermato la posizione dell’amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Ilaria Abagnale. La revoca della licenza era stata attuata sulla base di problematiche legate alla conformità dei locali e alla loro destinazione d’uso. I Polese, considerati i gestori storici di questo prestigioso hotel, avevano immediatamente presentato un ricorso in risposta a tale provvedimento, che ora è stato ufficialmente respinto.

Il verdetto della Corte si appoggia sulle risultanze di una sentenza definitiva emessa a febbraio 2024, che ha evidenziato l’abusività dei locali e la mancanza di una regolare classificazione come struttura ricettiva. L’udienza di merito è stata fissata per il prossimo 24 novembre, ma il pronuncio cautelare del Consiglio di Stato ha reso immediata l’efficacia delle ordinanze comunali, lasciando senza possibilità di ribaltamenti i gestori attuali.


La decisione dei giudici amministrativi segna un punto di non ritorno per la storica struttura. Il Grand Hotel La Sonrisa passerà ora nelle mani del Comune, con l’intento di utilizzarlo come spazio a beneficio della comunità locale. La sindaca di Sant’Antonio Abate ha già avanzato delle possibili alternative per il futuro dell’area, come l’abbattimento e la rigenerazione urbana a finalità sociale o la creazione di progetti di gestione esterna orientati al bene pubblico.

La trasformazione dell’ex Castello delle Cerimonie potrebbe portare alla creazione di strutture di grande utilità per il pubblico, come un asilo nido o un centro sociale. Questa opzione farebbe seguito alla crescente domanda di spazi fruibili dalla comunità, orientata a rispondere alle reali esigenze dei cittadini. La sindaca ha ribadito l’importanza di trovare soluzioni innovative per rispondere alle necessità della popolazione locale, mettendo in primo piano la solidarietà e l’inclusione sociale.

Le Reazioni dei Lavoratori e del Pubblico

Nonostante la revoca della licenza rappresenti un colpo duro per la famiglia Polese, i dipendenti dell’hotel hanno espresso forti preoccupazioni per il futuro e il destino della struttura. Molti di loro hanno reso noto che desiderano continuare a lavorare, mantenendo viva la memoria del loro fondatore, don Antonio Polese, una figura centrale nella storia del Grand Hotel La Sonrisa.

La questione del futuro dell’hotel è quindi molto delicata. L’idea di una riqualificazione dell’area e di un nuovo uso sociale del luogo è ben vista da gran parte della cittadinanza, ma potrebbero esserci resistenze rispetto alla totale рertura della struttura a progetti esterni. Per molti, La Sonrisa non rappresenta solamente un’immobile, ma un simbolo di tradizione e cultura locale. Le reazioni dei cittadini e dei lavoratori restano un fattore chiave da considerare in questa transizione.


Il futuro del Grand Hotel La Sonrisa si annuncia quindi carico di sfide e opportunità. È importante che il Comune, insieme ai cittadini e alle associazioni locali, si adoperi per trovare una soluzione che rispetti la memoria storica del luogo, promuovendo al contempo iniziative utili alla comunità. La collaborazione e il dialogo saranno fondamentali per garantire che ogni decisione presa sia il più possibile inclusiva e finalizzata al bene comune.

Fonti: Consiglio di Stato, Comune di Sant’Antonio Abate.

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