Caso Monaldi: i genitori sostengono Oppido, mentre la famiglia di Domenico esplode di rabbia.

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Il Sit-in dei Genitori: Una Mobilitazione per il Primario Oppido

Nella mattinata di oggi, 15 marzo 2026, il piazzale dell’ospedale Monaldi di Napoli si è trasformato in un campo di battaglia mediatico e umano. Circa cento famiglie, unite dalla gratitudine verso Guido Oppido, primario di cardiochirurgia pediatrica, hanno preso parte a un sit-in per esprimere il loro sostegno nonostante l’indagine avviata nei suoi confronti. Indossando magliette bianche con cuori rossi e sollevando fotografie dei propri bambini – tra cui Gaia, Gabriele, Michele, Karol e Gioia – i genitori hanno voluto ribadire la loro fiducia in un medico che ha cambiato in meglio le loro vite, portando una ventata di speranza e salute.

Dall’altra parte, il peso di una grave accusa: l’indagine per omicidio colposo legata alla morte del piccolo Domenico Caliendo. Il bambino è deceduto a soli due anni e quattro mesi, in seguito a un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025. La magistratura è ora chiamata a verificare se vi siano state negligenze da parte dell’equipe medica, in particolare durante le fasi cruciali dell’intervento e nel periodo post-operatorio.

Durante il sit-in, Cinzia, portavoce dei genitori, ha dichiarato: “Chiediamo giustizia per Domenico, ma ci sono altri bambini che necessitano di cure fondamentali. Non vogliamo che questa situazione si trasformi in una gogna mediatica che possa danneggiare un reparto d’eccellenza”. Queste parole riflettono la complessità emotiva di una mobilitazione che va oltre l’aspetto giudiziario, coinvolgendo speranza, paura e desiderio di verità.


La Replica della Famiglia Caliendo e le Implicazioni Legali

La reazione della famiglia Caliendo non ha tardato ad arrivare. L’avvocato Francesco Petruzzi, legale di Patrizia, la madre di Domenico, ha definito il sit-in una “pagliacciata”. Secondo Petruzzi, le manifestazioni di sostegno per il dottore dovrebbero tenere conto del dolore della famiglia della vittima: “La nostra compostezza e dignità non devono essere offuscate da eventi di questo tipo. Siamo qui per giustizia”, ha affermato il legale, sottolineando il ruolo fondamentale della magistratura per chiarire eventuali responsabilità legate al decesso del piccolo.

Il fascicolo della Procura di Napoli indaga su diversi aspetti dell’intervento chirurgico e del follow-up post-operatorio. La discussione si concentra su questioni tecniche e mediche: è stato realmente rispettato il protocollo di trapianto? Le negligenze, se accertate, rappresenterebbero una grave violazione del dovere professionale, con conseguenze enormi per la vita di piccoli pazienti e delle loro famiglie.

Petruzzi ha aggiunto un punto cruciale riguardante il ruolo del chirurgo: “Essere un ottimo cardiochirurgo non significa necessariamente essere un esperto in trapianti. Possono esistere differenze sostanziali nelle competenze e nelle esigenze specifiche di queste due specializzazione.” Questa osservazione mette in luce l’importanza di una preparazione specifica nella gestione dei casi di trapianto, dove le variabili e le complessità cliniche sono notevoli.


Le Ansie dei Genitori e il Futuro del Reparto di Cardiologia Pediatrica

Con l’inchiesta aperta e l’equipe medica sotto osservazione, i genitori dei bambini già operati e in attesa di intervento stanno vivendo momenti di grande incertezza. La situazione all’interno del reparto di cardiochirurgia pediatrica è critica, e molti genitori temono per il futuro di un’unità considerata tra le migliori del Sud Italia. “Oppido non si tocca”, è il grido di battaglia che ha unito le famiglie in queste settimane. L’ansia non è solo per la salute dei propri figli, ma anche per le ripercussioni che questa indagine potrebbe avere sulla qualità delle cure ricevute in un ambiente già messo a dura prova dalle necessità sanitarie del territorio.

In un momento in cui il dibattito pubblico è acceso, i riferimenti alle eccellenze mediche in Italia sono di fondamentale importanza. Secondo dati forniti dal Ministero della Salute, i trapianti pediatrici in Italia hanno visto un incremento significativo negli ultimi anni, con procedure sempre più sofisticate e risultati in continua crescita. Tuttavia, quando accadono casi così tragici, è imprescindibile per la comunità e per le istituzioni effettuare una valutazione accurata, al fine di garantire non solo giustizia per le famiglie ma anche il mantenimento di standard elevati di cura.

La speranza è che l’accertamento dei fatti possa portare a un chiarimento della situazione, permettendo di continuare a salvare la vita dei bambini affetti da gravi patologie. Le famiglie rimangono unite, forti nella loro richiesta di verità e giustizia.

Fonti: Ministero della Salute, Procura di Napoli.

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