Mancini tira dritto, largo ai giovani: “Si può vincere giocando di squadra”

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di Enrico Currò

ROMA (ITALPRESS) – “Vedrete qualche novità, vedrete più giovani. E chi non partirà titolare entrerà a partita in corso. Le critiche dopo la sconfitta col Belgio? I giornali non li leggo e i social non mi interessano proprio per niente. La verità è che nel 2018 nessuno ci dava una lira e poi nel 2021 abbiamo vinto l’Europeo. Ci siamo riusciti senza fenomeni, senza un Totti, un Del Piero, un Baggio, un Gigi Riva. Perché si può vincere anche giocando da squadra”. Roberto Mancini tira dritto. E annuncia a Radio Rai che sarà un’Italia ulteriormente ringiovanita quella pronta, tra poche ore, a scendere in campo a Bursa contro la Turchia di Montella.

Kayode giocherà dall’inizio come terzino destro e potrebbe non essere il solo a partire titolare. Il ct rivela che in campo si vedranno anche Sebastiano Esposito, Doumbia e Vergara, anche se l’annullamento della rifinitura mattutina, causa diluvio, ha cancellato gli ultimi indizi di formazione, rinviandoli al pomeriggio: “Un giovane sicuramente dà energia. Ha voglia di fare, essendo alle prime partite e credo che questo sia importante. Chiaramente i giovani non possono avere l’esperienza di chi ha fatto 200 partite in serie A e nelle coppe europee”. Oltre a Kayode in difesa, conferma, avranno spazio anche Sebastiano Esposito in attacco (da valutare se insieme al fratello minore Pio, e per quanti minuti), Doumbia a centrocampo e Vergara da esterno-rifinitore: “Chi non comincerà da titolare entrerà a partita in corso”.

Il dado ormai è tratto, la ricostruzione non sarà breve. Il ct vede tante analogie col suo precedente ciclo, anche se il tempo per plasmare la nuova Nazionale è più ristretto: questa finestra tra settembre e ottobre, con 4 partite di Nations League in 11 giorni e poi la ripresa di una settimana a novembre, non è certo l’ideale. Il commissario tecnico preferiva il calendario di prima, con tre pause più brevi dei campionati, distribuite tra settembre, ottobre e novembre: “Questa finestra mi pare un po’ esagerata: non hai mai tempo di allenarti davvero, se non per un paio di giorni tra il lunedì e il venerdì”.

La magnifica Inghilterra-Spagna, vinta dai campioni del mondo, è diventata l’inevitabile metro di paragone: in questo momento quanto è lontana l’Italia dalle avversarie più forti e che cosa deve invidiare a quelle squadre? “Alla Spagna invidio il titolo mondiale, ma in realtà niente, perché credo che abbia meritato tutto quello che ha fatto: è un percorso iniziato tanti anni fa. Se ricordiamo la Spagna del 1988, quella che anch’io ho affrontato e battuto da calciatore all’Europeo, era totalmente diversa. C’è stato un progetto, portato avanti molto bene”.

Nel frattempo, però, la Nazionale di Mancini stesso ha eliminato la Spagna nella semifinale di Euro 2021 e in finale ha battuto l’Inghilterra: si può fare, insomma. “Quando partimmo nel 2018, nessuno ci dava una lira, anzi. Dopo la sconfitta in Portogallo critiche su critiche. Ma poi, dopo un po’ di tempo, le cose cambiano e penso che sarà ancora così, perché il calcio è così. Quando si formano le squadre, ci sono delle difficoltà. Poi, magari di punto in bianco, si fa qualcosa di buono. Alle critiche non bado”.

Mancini è perplesso anche per i frequenti paragoni con le Nazionali vincenti degli altri sport, su tutti quelli olimpici: “Tutte le volte si fanno i raffronti. Il calcio va male e c’è chi è felice che sia così, perché i calciatori sono persone che guadagnano tanto. Invece io penso che in Italia lo sport sia sempre stato importante, in tutte le discipline e a tutti i livelli. Io ho sempre seguito tutto, da quando ero ragazzino: pallavolo, basket, atletica, tennis. Ci sono momenti con squadre migliori, che vincono, ma l’Italia ha vinto tanto anche in passato, nella pallavolo, nel basket, nell’atletica: abbiamo avuto grando campioni, che hanno fatto la storia dell’atletica leggera. Non vedo perché si debba fare sempre questo confronto”. 

“Il calcio – ricorda Mancini – in questo momento è in difficoltà, perché non ha più quello che ha avuto per tanti anni, cioè per tante generazioni a volte anche 6-7 fenomeni tutti insieme. Erano così numerosi che qualcuno doveva perfino stare in panchina. Oggi va in un altro modo, ma si può anche arrivare a vincere giocando da squadra, come abbiamo fatto nel 2021, perché anche allora non avevamo Totti, Del Piero, Baggio e Gigi Riva, però ci siamo arrivati lo stesso”.

Chiusura con avviso sulla forza della Turchia di Montella: con cognizione di causa, perché Mancini 12 anni fa ha allenato a Istanbul il Galatasaray: “Il calcio turco è in crescita costante e intanto in tutte le città ci sono stadi meravigliosi, il che è già una cosa positiva. Poi sicuramente anche il livello della Super Lig è cresciuto”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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FONTE ITALPRESS

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