Corriere dello Sport: “Napoli, con Lobo c’è casa: è l’insostituibile di Allegri, il nuovo Modric azzurro”
Cambiano gli allenatori, cambiano i moduli e gli interpreti intorno a lui, ma Stanislav Lobotka resta sempre al centro del Napoli. Basta scorrere le statistiche per ritrovare il nome dello slovacco nelle principali voci: chilometri percorsi, palloni recuperati, precisione nei passaggi e tocchi in verticale. Il regista di Spalletti prima e di Conte poi è diventato adesso l’architetto del centrocampo di Massimiliano Allegri.
Come racconta Fabio Tarantino sul Corriere dello Sport, Lobotka è quarto nella rosa per minuti disputati ed è sempre partito titolare in questa stagione. La sua importanza è aumentata ulteriormente con le assenze di Anguissa e McTominay: dei protagonisti del centrocampo tricolore, Stani è rimasto l’unico a disposizione.
In attesa del loro rientro, Lobotka ha trovato in Billy Gilmour un nuovo compagno di viaggio. Il Napoli si è ridisegnato con il doppio play e lo slovacco ha dimostrato ancora una volta di sapersi adattare a qualsiasi soluzione tattica.
Lobotka, il Modric di Allegri
Il paragone è importante: Lobotka è diventato una sorta di Modric per Allegri.
Non è un accostamento casuale. Luka Modric è da sempre uno degli idoli dello slovacco e nella scorsa stagione era stato il riferimento della manovra del Milan. I due condividono una particolare interpretazione del ruolo di regista e la capacità di diventare centrali nello sviluppo del gioco.
Fabio Tarantino sul Corriere dello Sport ricorda anche come i due abbiano avuto modo di incrociarsi da avversari nella Liga, nelle sfide tra Real Madrid e Celta Vigo.
Adesso Lobotka è impegnato con la Slovacchia in Nations League. Dopo la sfida con la Moldavia arriverà quella contro il Kazakhstan, quindi toccherà alle Isole Faroe e nuovamente alla Moldavia. Soltanto dopo torneranno al centro dei pensieri il Napoli e il Frosinone.
Allegri, intanto, ha impiegato pochissimo tempo per capire quanto Lobotka sia indispensabile. Non è un caso che lo slovacco sia stato un titolarissimo con tutti gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina azzurra e che anche i due scudetti portino la sua firma.
Dal 4-3-3 al 4-2-3-1, Lobo non cambia
Il Napoli sta provando a cambiare pelle, ma Lobotka continua a essere il punto di riferimento.
Accanto a lui c’è Gilmour, mentre De Bruyne può trasformarsi in un play aggiunto agendo più avanti, sulla trequarti. L’assenza contemporanea di Anguissa e McTominay ha aumentato ulteriormente le responsabilità dello slovacco.
Come sottolinea Fabio Tarantino sul Corriere dello Sport, per Lobotka cambia poco giocare da regista nel 4-3-3 oppure da centrale nel 4-2-3-1. La sua capacità di leggere la partita gli permette di adattarsi alle esigenze della squadra senza perdere centralità.
Proprio con il nuovo vestito tattico è arrivato anche il gol contro il Bologna, il quarto realizzato da quando veste la maglia del Napoli. Inserimento in area e assist di Favasuli dalla destra: una rete quasi da centravanti per un giocatore che, normalmente, considera il gol soltanto un elemento accessorio del proprio calcio.
Pressing, recuperi e quelle finte diventate un marchio
Le qualità principali di Lobotka sono altre. Sa dare ritmo alla squadra, pressare, recuperare palloni, leggere gli spazi e smistare rapidamente il gioco nel corto.
E quando riceve il pallone diventa complicatissimo portarglielo via.
Le sue finte di corpo sono ormai un marchio di fabbrica: movimenti attraverso i quali riesce a sottrarsi alla pressione avversaria e a costruirsi lo spazio necessario per far ripartire l’azione.
Allegri gli ha consegnato immediatamente le chiavi del Napoli e difficilmente qualcuno riuscirà a portargliele via.
Come evidenzia ancora Fabio Tarantino sul Corriere dello Sport, Lobotka aspetta adesso il ritorno di McTominay e Anguissa. Nel frattempo, però, l’intesa con Gilmour e De Bruyne permette al centrocampo azzurro di andare avanti.
Perché per Lobo cambia poco chi gli gioca accanto: dal 4-3-3 al 4-2-3-1, da Spalletti ad Allegri, lo slovacco continua a sentirsi a casa. E il Napoli, con lui in mezzo al campo, pure.
