Corriere dello Sport: “Napoli, basta il corto muso: Favasuli inventa, Lobotka firma il ritorno alla vittoria”
Massimiliano Allegri la voleva così: senza fronzoli, badando soprattutto al risultato. E il Napoli, dopo tre sconfitte consecutive, ritrova finalmente la vittoria battendo il Bologna con il più classico dei “corti musi”. A decidere non sono Hojlund o De Bruyne, ma due protagonisti meno attesi: Costantino Favasuli, autore dell’assist al debutto in Serie A, e Stanislav Lobotka, che firma il gol decisivo.
Come racconta Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, il successo assume anche un forte significato simbolico. Favasuli rappresenta il cuore, Lobotka il cervello: il giovane entra e cambia il ritmo della partita, mentre il regista trova una rete tutt’altro che abituale. Un gol pesante, arrivato nel momento in cui il Napoli aveva soprattutto bisogno di ritrovare fiducia e tre punti.
L’inversione di tendenza, però, deve ancora essere completata. Prima della sosta resta la trasferta di domenica al Franchi contro la Fiorentina, un altro esame complicato per capire se la squadra di Allegri abbia davvero superato il momento più difficile.
Allegri ritrova il suo Bologna portafortuna
Contro i rossoblù al Napoli è bastato anche vincere senza dominare. Ma Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport sottolinea come contro un avversario più coraggioso e propositivo gli azzurri avrebbero potuto correre qualche rischio in più. Non a caso Allegri si è infuriato nel finale per l’occasione sprecata da Lucca in contropiede.
Il Bologna, intanto, continua a essere un avversario particolarmente favorevole per Max: è la squadra contro cui Allegri ha conquistato più vittorie in Serie A, 19, nonché quella affrontata più volte senza mai perdere, per un totale di 26 precedenti.
Ad agevolare il Napoli è stato anche l’atteggiamento estremamente prudente dei rossoblù. La squadra di Tedesco, sostituito in panchina da Tarozzi perché squalificato, ha pensato soprattutto a contenere e ripartire. Il primo tiro è arrivato soltanto al 39′ con Bernardeschi, mentre nella ripresa gli xG sono rimasti a zero fino all’86’, quando Mbangula ha sfiorato un pareggio che sarebbe stato decisamente generoso.
I numeri certificano il momento complicato del Bologna: un solo punto dopo quattro giornate, tre sconfitte e appena due reti realizzate.
Il Napoli crea, ma il gol resta un problema
La vittoria non cancella però uno dei principali difetti della squadra: la difficoltà nel concretizzare. Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport evidenzia come il Napoli abbia nuovamente faticato a trasformare la propria superiorità in occasioni realmente decisive.
Il primo grande brivido arriva addirittura dalla parte opposta. Al 7′ Bonacina convalida inizialmente il colpo di testa vincente di Theate, nato da una punizione discussa. L’intervento del Var cancella però la rete per posizione irregolare e permette al Maradona di tirare un sospiro di sollievo.
La pressione delle tre sconfitte consecutive si avverte, ma il Napoli riesce progressivamente a nascondere le proprie paure. Allegri sceglie ancora il doppio play, con De Bruyne alle spalle di Hojlund. Il belga non trova il gol, ma riempie la partita di qualità, personalità e voglia, trascinando anche un Maradona lontano dal tutto esaurito.
Al termine del primo tempo gli xG raccontano comunque una partita poco produttiva: 0,84 per il Napoli e appena 0,09 per il Bologna. Nessuna delle due squadre riesce a segnare.
Favasuli entra e cambia la partita
Allegri decide allora di intervenire subito. All’intervallo fuori Vergara e Politano, dentro Lang e Favasuli, con un nuovo assetto offensivo nel 4-2-3-1. Ed è proprio il giovane a imprimere la svolta.
Come sottolinea ancora Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, Favasuli aumenta immediatamente il ritmo e aggiunge concretezza alla manovra. La sua iniziativa produce l’assist che Lobotka trasforma nel gol decisivo con perfetto tempismo.
Una scelta vincente di Allegri, un lampo del giovane e il colpo del regista: tanto basta al Napoli per ritrovare i tre punti. Non è ancora un’opera completa, ma dopo tre sconfitte consecutive serviva soprattutto ricominciare a vincere. Adesso Firenze dirà se il “corto muso” contro il Bologna è stato davvero il primo passo della svolta.
