Il Mattino: «Moratti: “Napoli tra le più forti della Serie A. De Laurentiis forse ha capito davvero come funziona il calcio”»
Massimo Moratti promuove il Napoli e la gestione di Aurelio De Laurentiis. Alla vigilia della sfida di San Siro tra Inter e azzurri, l’ex presidente nerazzurro racconta il proprio rapporto con il calcio, ripercorre episodi del passato e analizza le differenze tra il suo modo di guidare un club e quello del patron napoletano. In un’intervista a Il Mattino, Moratti riconosce soprattutto la capacità di De Laurentiis di trasformare la passione in un’attività sostenibile.
«De Laurentiis ha tramutato una passione in un business. Io non ne sono stato mai capace, ero un debole: non sarei mai riuscito a finire una sessione di mercato senza comprare un grande calciatore. Ma forse è lui quello che ha capito davvero come funziona il mondo del calcio».
Moratti: «De Laurentiis merita rispetto»
Il rapporto tra Moratti e De Laurentiis parte da lontano. L’ex presidente dell’Inter ricorda anche l’arrivo in nerazzurro di Walter Mazzarri, escludendo che si sia trattato di uno sgarbo al Napoli.
«Lui se ne era stufato, non lo voleva più, aveva capito che era arrivato alla fine del ciclo. Poi non gli avrei mai fatto un torto, non se lo meritava».
Moratti rivela inoltre a Il Mattino di essersi tirato indietro quando gli fu prospettata la possibilità di acquistare Hamsik: «Avevo sbagliato a non prenderlo quando era al Brescia: Aurelio è una persona che merita rispetto».
«Potevo investire nel Napoli, ma dissi subito di no»
Tra i retroscena più interessanti c’è quello relativo al fallimento del Napoli. Moratti racconta che un altro presidente di Serie A gli suggerì di investire nel club quando fu costretto a ripartire dalla Serie C.
La risposta fu immediatamente negativa, ma per una ragione precisa: «Conosco quella città, quella tifoseria e non potevano meritare un presidente che non guidasse una società come quella del Napoli dedicando tutto il proprio tempo e con ogni passione. Io avevo l’Inter e non potevo distrarmi con altro».
«Con De Laurentiis un ciclo duraturo e vincente»
Moratti conserva un ricordo speciale anche del Napoli di Maradona e Careca, ma individua una differenza sostanziale rispetto all’epoca attuale.
«C’era la sensazione che quella fosse solo una parentesi legata alla presenza dell’argentino e infatti appena arrivò la fine del ciclo Maradona iniziò il lungo declino».
Con De Laurentiis, invece, secondo l’ex presidente nerazzurro è stata costruita una struttura differente: «Era chiaro fin dall’inizio che era un ciclo che, non essendo legato a calciatori ma a una società sana, poteva essere duraturo e vincente».
Moratti sottolinea a Il Mattino anche la longevità della gestione: «Sono più di vent’anni che ha saldamente in pugno il Napoli senza mai dare l’impressione di voler passare la mano».
«Allegri sa come si fa a vincere»
Il presente porta inevitabilmente alla sfida tra Massimiliano Allegri e Cristian Chivu.
Moratti ha parole importanti per l’allenatore azzurro: «Allegri è uno che ha tanta esperienza, è un tecnico maturo che conosce i segreti di questo mondo complicato: guida una squadra che per me è tra le più forti della Serie A e lui sa come si fa a vincere».
L’ex presidente dell’Inter non è preoccupato neppure dalla partenza degli azzurri: «Non mi sorprende la sua partenza calma, è la sua normalità. Poi riesce a mettere in riga tutti».
Positivo anche il giudizio su Chivu, che Moratti ricorda come uno degli uomini del Triplete e come un calciatore dotato già allora di grande leadership.
«Forse il Napoli fa bene a non comprare»
L’analisi torna poi sul mercato. Il Napoli non ha piazzato grandi colpi nell’ultima parte della sessione, ma Moratti non considera necessariamente sbagliata la strategia.
«Magari ha ragione De Laurentiis, si può provare a vincere puntando sul gruppo che si conosce bene, dando continuità, senza patire il prezzo di dover attendere l’ambientamento dei nuovi».
Una filosofia molto distante dalla sua: «Io non ci sono mai riuscito: in questo ero “debole”. Se mi piaceva un calciatore me lo andavo a prendere. Ma non è detto che sia la cosa giusta».
E se oggi dovesse fare una follia sul mercato? Moratti indica un nome preciso: Nico Paz del Como.
«Senza Conte la lotta scudetto è più equilibrata»
Moratti parla anche dell’addio di Antonio Conte al Napoli e ammette di non esserselo aspettato.
«Non avere Conte su una panchina di Serie A è un bel vantaggio per tutta la concorrenza perché rende la lotta per il titolo più equilibrata».
Il giudizio sul tecnico è altrettanto esplicito: «Conte o arriva primo o arriva secondo».
L’ex presidente nerazzurro promuove anche Gasperini e il calcio proposto dalla Roma, ricordando però come la loro esperienza comune all’Inter non avesse funzionato.
«Inter-Napoli non è decisiva, ma nessuno vuole perderla»
Sabato arriverà il confronto diretto. Moratti invita a non caricarlo di un significato eccessivo, soprattutto così presto nella stagione.
«Decisiva, ovviamente, non lo è e non può esserlo: ma nessuno vuole perdere una partita di cartello. Anche perché poi da due anni è il duello di questa Serie A, Inter contro Napoli».
Secondo Moratti, caldo e condizione fisica potrebbero spingere le squadre a rischiare meno, togliendo spettacolarità alla partita.
«McTominay mi piace, ma c’è De Bruyne»
Il Napoli dovrà presentarsi a San Siro senza Scott McTominay. Un’assenza che dispiace particolarmente a Moratti per la sua passione verso i giocatori britannici.
Ma gli azzurri hanno un’alternativa di assoluto valore: «C’è De Bruyne: ha eleganza, tocco di palla. La sua classe è cresciuta in Premier. Si sta adattando al ritmo e alla tattica italiana».
La sfida di San Siro metterà così di fronte due club costruiti attraverso filosofie differenti. E Moratti, che con l’Inter ha sempre inseguito i grandi campioni, riconosce oggi un merito alla strada scelta da De Laurentiis: puntare sulla continuità e sui conti può essere un altro modo per provare a vincere.
