Corriere dello Sport: «Allegri-Fabregas, antipodi e vincenti: al Maradona un nuovo capitolo della rivalità»
Massimiliano Allegri contro Cesc Fabregas, di nuovo. Due allenatori profondamente differenti nell’immaginario collettivo, protagonisti già nella scorsa stagione di confronti accesi e destinati a ritrovarsi domani al Maradona. Massimiliano Gallo sul Corriere dello Sport racconta la rivalità tra i due tecnici alla vigilia di Napoli-Como, prima partita casalinga di Max sulla panchina azzurra.
Una storia nata nella passata stagione, quando Allegri guidava il Milan e Fabregas il Como, e alimentata da risultati, dichiarazioni e momenti di tensione.
Da Como a San Siro, scintille tra Allegri e Fabregas
Il primo episodio risale alla partita giocata a Como, vinta dal Milan per 3-1 nonostante la prestazione della squadra di Fabregas. Nel post gara lo spagnolo non nascose la propria amarezza: «È finita 1-3, il risultatismo che piace tanto qua. Abbiamo fatto 700 passaggi contro i 200 del Milan».
Poche settimane più tardi, a San Siro, arrivò un’altra puntata. La gara terminò 1-1 e, come ricorda Massimiliano Gallo sul Corriere dello Sport, durante la partita Fabregas appoggiò una mano sulla schiena di Saelemaekers mentre il giocatore gli passava davanti. Allegri reagì, nacque un diverbio e il tecnico livornese fu espulso. Poco dopo i due si incrociarono nuovamente in un confronto tutt’altro che cordiale.
Due filosofie considerate agli antipodi
La contrapposizione tra Allegri e Fabregas è diventata anche quella tra due differenti interpretazioni del calcio. Da una parte il tecnico italiano, dall’altra lo spagnolo e un Como identificato con un gioco maggiormente propositivo.
Il Corriere dello Sport, però, invita a superare le semplificazioni. Fabregas non sarebbe semplicemente un allenatore offensivo e spericolato, tanto che il suo Como ha chiuso la scorsa stagione con la miglior difesa della Serie A. Allo stesso modo, Allegri non può essere ridotto all’etichetta di tecnico esclusivamente difensivista e al concetto del “corto muso”.
A rendere ancora più significativa la rivalità è stato il finale dello scorso campionato: il Como ha conquistato il quarto posto e la qualificazione in Champions proprio a discapito del Milan di Allegri.
De Laurentiis ha scelto Max per il dopo Conte
Le critiche che hanno accompagnato Allegri non hanno condizionato Aurelio De Laurentiis, che ha deciso di affidargli la successione di Conte.
Secondo l’analisi di Massimiliano Gallo, il Napoli aveva bisogno di un allenatore con esperienza e personalità, capace di restituire entusiasmo e serenità al gruppo dopo un biennio caratterizzato tanto dai successi quanto dalle energie consumate. Tra i compiti di Allegri anche quello di riportare De Bruyne a essere felice di indossare la maglia azzurra.
Il curriculum di Max parla del resto da solo: sei scudetti e due finali di Champions League, numeri che ne fanno l’allenatore più vincente dell’attuale campionato italiano.
Fabregas e la scelta Como
Dall’altra parte c’è un Fabregas che, secondo il Corriere dello Sport, ha saputo individuare nel Como il progetto ideale per crescere. Lo spagnolo ha investito personalmente nel progetto e ha portato rapidamente la squadra verso risultati difficilmente immaginabili.
Un anno fa ha inoltre rinunciato alla possibilità di accelerare il proprio percorso trasferendosi sulla panchina dell’Inter, scegliendo di proseguire il lavoro a Como.
Ora il nuovo incrocio. Alla vigilia Fabregas ha riempito Allegri di elogi e domani i due potrebbero presentarsi sorridenti al Maradona. Almeno prima del fischio d’inizio.
Perché, conclude Massimiliano Gallo sul Corriere dello Sport, dietro filosofie e narrazioni apparentemente opposte Allegri e Fabregas presentano anche diversi punti in comune: impulsività, lingua tagliente e soprattutto una profonda insofferenza verso la sconfitta. Caratteristiche che, in fondo, appartengono a chi vuole vincere.
