Napoli ricorda le vittime delle foibe e onora gli esuli istriani con una commemorazione.

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La Giornata del Ricordo è un’importante occasione per rievocare la memoria dei tragici eventi legati alle foibe e all’esodo degli italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia. Quest’anno, la cerimonia si è svolta al Real Bosco di Capodimonte, un luogo di grande significato storico e simbolico per Napoli e per tutti coloro che furono costretti a lasciare le proprie terre dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Un luogo simbolo di accoglienza

Il Real Bosco di Capodimonte ha rappresentato, negli anni del dopoguerra, uno dei principali Centri Raccolta Profughi (CRP) della città partenopea. Questo sito non era solo un rifugio per coloro che fuggivano dalla violenza e dalle persecuzioni; era il simbolo di un’accoglienza profonda e umana che Napoli ha sempre saputo offrire. Durante la cerimonia, è stata deposta una corona d’alloro, un gesto di riconoscimento e rispetto per tutte le vittime innocenti di una tragedia storica spesso dimenticata o trascurata.

Fra i partecipanti alla cerimonia, erano presenti il vicesindaco Laura Lieto, Diego Lazzarich dell’Associazione Nazionale Venezia-Giulia e Dalmazia, e il Prefetto di Napoli, Michele di Bari. Questo incontro ha rappresentato un significativo momento di riflessione per l’intera comunità, sottolineando l’importanza della memoria e della riconciliazione.


Il ricordo di un doloroso passato

Durante gli interventi, il vicesindaco Lieto ha messo in evidenza il ruolo cruciale di Napoli come città dell’accoglienza. Egli ha dichiarato: “Napoli è una città che ricorda. Questo è un posto speciale perché non tutti sanno che Capodimonte fu il primo rifugio della diaspora dalmata-istriana a seguito della tragedia delle foibe. Qui, famiglie costrette a lasciare le proprie terre hanno trovato un nuovo inizio, diventando parte integrante della comunità napoletana.” Le sue parole toccano il cuore della questione: il dovere di ricordare le vittime, nonostante il silenzio che a volte avvolge le loro storie.

Diego Lazzarich ha successivamente sottolineato l’importanza della data del 10 febbraio. Questo giorno segna la firma del trattato del 1947, che ha sancito la cessione dei territori della Venezia Giulia e della Dalmazia dalla Italia alla Jugoslavia. “La fine di un’epoca segnò l’inizio di una tragedia: l’esodo di circa 300.000 persone,” ha affermato Lazzarich, evidenziando come Napoli fosse una delle città italiane che accolse un gran numero di esuli. Mentre molte città si chiudevano, Napoli apriva le sue porte, dimostrando una resilienza straordinaria e una capacità di accoglienza in un periodo di grande difficoltà.

Lazzarich ha anche menzionato i progetti in corso per ricollegarsi alle memorie di chi ha sofferto durante quegli anni. “Stiamo facendo un lungo e impegnativo recupero della memoria,” ha spiegato. “Abbiamo già installato una targa commemorativa nel 2016 e nel 2023 abbiamo intitolato una strada della città, Largo Esuli Istria, Fiume e Dalmazia, un segno tangibile del nostro impegno a mantenere viva la memoria di quanti hanno subito l’esilio.” Queste iniziative dimostrano che la città è determinata a non dimenticare, ma anzi, a trasformare il dolore in memoria collettiva.


La Giornata del Ricordo, quindi, assume un’importanza cruciale non solo per i sopravvissuti e i loro discendenti, ma anche per tutta la società italiana. È un momento per riflettere sulla necessità di accogliere e comprendere il passato, per costruire un futuro migliore e più inclusivo. È essenziale riconoscere le complessità della storia, senza dimenticare le sofferenze di chi, in cerca di un posto sicuro, ha trovato una nuova vita in una terra diversa.

La commemorazione al Real Bosco di Capodimonte ha rafforzato l’appello a non dimenticare e a continuare a promuovere la cultura del rispetto e della tolleranza. In questo modo, si può sperare di evitare che certi eventi si ripetano, contribuendo a una società più solidale e consapevole. L’importanza di eventi come questo non risiede solo nel ricordare un passato doloroso, ma anche nel creare un futuro di pace e accoglienza.

Per ulteriori dettagli sul significato della Giornata del Ricordo, si possono consultare le fonti ufficiali come il Ministero della Cultura e l’Associazione Nazionale Venezia-Giulia e Dalmazia.

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