Gazzetta dello Sport: «Hojlund: “Napoli scelta giusta. Inter favorita, ma a San Siro andremo per vincere”»

485545eb-e3fb-42b2-b191-b5003255cabd

Rasmus Hojlund si racconta tra Napoli, scudetto, Inter, Champions League e il rapporto con Massimiliano Allegri. Intervistato a Castel Volturno da Vincenzo D’Angelo per la Gazzetta dello Sport, l’attaccante danese parla della scelta azzurra, del passato al Manchester United e del lavoro svolto prima con Antonio Conte e adesso con Allegri. Senza dimenticare gli obiettivi: vincere un trofeo con il Napoli e arrivare ancora in corsa su tutti i fronti nella fase decisiva della stagione.

Quando gli viene chiesto se questo Napoli sia da scudetto, Hojlund preferisce però non sbilanciarsi: «Non lo so, non lo so. Penso che quest’anno sia importante migliorare ogni giorno. Vediamo…».

Hojlund: «Il Napoli era la scelta giusta»

Il danese torna innanzitutto sulla decisione di trasferirsi in azzurro dopo un periodo complicato al Manchester United.

«Penso di sì. Credo sia stato un passo positivo. Ricordo l’anno scorso, ero in una situazione difficile allo United. Ho anche detto che pensavo che loro non mi volessero più lì. Ho dovuto valutare le mie opportunità e il Napoli era di sicuro la scelta giusta. Ho avuto conversazioni positive con Conte e Manna: finora è stata una grande storia».

A Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, Hojlund racconta anche il legame nato con il club: «Sono molto orgoglioso e felice di giocare per questa squadra. Ha un posto speciale nel mio cuore».

Essere il numero nove comporta però responsabilità precise: «C’è sempre pressione per un attaccante. Se non fai gol, se non rendi, la squadra trova qualcun altro che lo fa. Il calcio è così, è un business».

«Con Allegri ho più libertà, ma le mie parole su Conte sono state fraintese»

Hojlund chiarisce anche le dichiarazioni pronunciate dopo la partita contro il Como, quando aveva parlato di una maggiore libertà con Allegri rispetto alla precedente gestione.

«Penso sia stato interpretato male e preso fuori contesto ciò che ho detto. L’anno scorso ha funzionato molto bene con me spalle alla porta, e la squadra ha avuto successo. Sono felice del lavoro fatto con Conte».

La differenza riguarda soprattutto le caratteristiche che adesso può sfruttare: «Per il mio stile di gioco penso di poter dare di più alla squadra. Sono un giocatore veloce, posso attaccare lo spazio, una cosa che penso di aver fatto un po’ la scorsa stagione ma di avere quest’anno più libertà di fare».

Nell’intervista alla Gazzetta dello Sport, il centravanti ricorda anche l’importanza di Gasperini nella propria crescita: «Da lui ho imparato tanto, sono stato fortunato ad averlo all’inizio della mia carriera: grazie a lui sono il giocatore che sono oggi».

«Il Milan? Quando mi ha chiamato Conte non ho avuto dubbi»

Hojlund smentisce poi di essere stato realmente vicino al Milan: «In realtà no. Ho parlato col club e stavo cercando un’opportunità: il Milan ha una grande storia, ma quando ho sentito che mi voleva il Napoli e Conte mi ha chiamato, non ho avuto dubbi».

Un altro nome importante nella sua esperienza napoletana è quello di Romelu Lukaku. Hojlund racconta di conservare una sua maglia ricevuta quando giocava nell’Atalanta e ammette che il belga è stato uno dei suoi idoli.

Il rapporto è proseguito a Napoli: «Mi ha aiutato molto. Per lui è stato un anno difficile, per via dell’infortunio. Abbiamo un grande rapporto, anche se eravamo in concorrenza».

Hojlund: «Inter favorita per lo scudetto»

Il presente conduce direttamente alla sfida di San Siro. Alla domanda sulla favorita per il titolo, Hojlund indica ancora l’Inter.

«Penso di sì. Ma ci sono tante squadre che sembrano molto forti quest’anno, come la Roma di Gasp. Noi dobbiamo migliorare e non metterci troppa pressione addosso».

Il Napoli, spiega a Vincenzo D’Angelo, ha iniziato un nuovo percorso con Allegri e vuole essere competitivo ovunque: «A febbraio-marzo vogliamo essere ancora in corsa in Champions e Coppa Italia e tra le posizioni di testa in Serie A».

E Inter-Napoli può già essere considerata una partita da scudetto? «Vedendo le ultime stagioni, direi di sì. L’Inter è la grande rivale degli ultimi anni, è una partita importante per i tifosi».

Poi la dichiarazione d’intenti: «L’Inter è molto forte, ha giocato due finali di Champions negli ultimi 5 anni. Ma andremo lì con coraggio, per cercare di vincere».

Lautaro, Thuram e la sfida di San Siro

Hojlund spende parole importanti per Lautaro Martinez, definendolo «un giocatore speciale» e sottolineandone continuità, intelligenza e leadership.

Promosso anche Thuram: «Ha caratteristiche diverse: è bravo a tenere palla e aiutare i compagni, qualità che alcuni si dimenticano. E sa rendere migliori i suoi compagni. Lui e Lautaro si migliorano a vicenda, hanno un grande feeling».

Il confronto di San Siro metterà quindi Hojlund davanti a due attaccanti che il danese considera riferimenti di altissimo livello.

«De Bruyne il miglior playmaker della storia della Premier»

Parlando dei grandi campioni, Hojlund parte da Cristiano Ronaldo, il suo idolo: «Cristiano per me è la mentalità». Il danese scherza anche su ciò che vorrebbe avere del portoghese a fine carriera: «I suoi addominali».

Poi arriva l’elogio a Kevin De Bruyne: «Kevin è il miglior playmaker nella storia della Premier. Col City ha vinto tutto, lo scorso anno avevamo un’ottima intesa. Ama fare questi passaggi killer nello spazio: ci capiamo bene, mi è mancato tanto».

Alla domanda su quanto KDB possa aiutarlo a migliorare il proprio record realizzativo, la risposta riportata dalla Gazzetta dello Sport è immediata: «Se gioca ogni partita, segno di sicuro di più. Ma anche io devo migliorare: devo lavorare sui miei movimenti, sulla finalizzazione».

Champions, Hojlund vuole gli ottavi

L’obiettivo personale per la stagione è semplice: «Giocare tante gare e vincere un trofeo col Napoli».

In Champions, invece, Hojlund vuole cancellare la delusione dell’ultima esperienza: «Dobbiamo fare meglio, vogliamo la fase a eliminazione. Poi lì si vede: un conto incontrare il Psg, ma se trovi avversari più facili, puoi andare lontano. Negli scontri diretti, può succedere di tutto».

Il primo ostacolo sarà l’Arsenal: «Ha vinto la Premier, ha giocato la finale di Champions dopo aver vinto il girone. Ha una rosa forte e molto profonda, con tante qualità, ma la prima in Champions al Maradona è sempre speciale».

«Manchester United? Felice di aver giocato nel club che sognavo»

Hojlund non rinnega neppure l’esperienza inglese. Il primo anno allo United viene considerato positivo, con la vittoria dell’FA Cup e il titolo di miglior realizzatore della squadra. Poi le difficoltà e l’arrivo di Amorim, con un nuovo stile di gioco al quale il gruppo ha faticato ad adattarsi.

«Il mio primo anno è stato un successo, il secondo no. Ma ho giocato la finale di Europa League, se avessimo vinto sarebbe stata una storia diversa».

Nessun rimpianto, dunque: «Questo è il calcio: a volte va bene, altre va male, ma sono molto felice di aver giocato per il club che sognavo da bambino».

Ora il presente si chiama Napoli. E prima di pensare all’Arsenal c’è San Siro: Hojlund considera l’Inter la favorita per lo scudetto, ma il messaggio è chiaro: il Napoli andrà a Milano per provare a vincere.